Il viaggio

Marigliano, un Viaggio Insieme racconta l’Estate Ragazzi: cronaca di un’estate che educa

Generico luglio 2026
- Foto d'Archivio

MARIGLIANO – Ci sono articoli che si scrivono con la tecnica, con l’esperienza e con la ricerca delle parole giuste. E poi ci sono quelli che nascono da parole semplici, scritte da ragazzi giovanissimi. Quello che leggerete non è il racconto di un adulto su ciò che è accaduto durante Estate Ragazzi: è la settimana vista dagli occhi dei nostri piccoli giornalisti di Un Viaggio Insieme (Giuseppe Riccio, Daniel Barbarino, Noah Domenico Lucania, Matteo Genovese e Ludovica Santoriello). Abbiamo soltanto raccolto i loro pensieri,  messi in fila e lasciato che fossero loro a raccontarci ciò che, spesso, noi grandi rischiamo di non vedere. Buona lettura!

“La penultima settimana di Estate Ragazzi ci ha regalato giornate ricche di divertimento, creatività e momenti che porteremo a lungo nel cuore. Tra sfide, laboratori e nuove scoperte, ogni giorno ci ha lasciato qualcosa di speciale.

Uno degli appuntamenti più attesi è stato senza dubbio la ginkana d’acqua, un percorso fatto di prove originali e tanto spirito di squadra. Dallo slalom sotto la panchina senza far cadere i piatti agli occhiali che impedivano di vedere, passando per palloncini d’acqua, schiuma, basket e tennis bagnati, fino alla prova finale con la spugna da strizzare nel bicchiere, il divertimento non è mai mancato. Per qualcuno era la prima esperienza con questa attività ed è stata subito una delle più belle dell’estate.

Anche i laboratori hanno acceso la fantasia. Nel bricolage abbiamo realizzato cappelli, mentre con matite e colori abbiamo immaginato la nostra “isola che non c’è”, il luogo dove poter essere davvero noi stessi. C’è chi ha dipinto la casa di Pippi Calzelunghe sopra un arcobaleno e chi ha immaginato Pippi e i suoi amici impegnati a scalare una montagna per fermare la guerra: un messaggio di pace nato dalla creatività dei più piccoli.

Non sono mancati i giochi del pomeriggio, vissuti sempre con entusiasmo. Le vittorie hanno reso qualcuno felicissimo, soprattutto perché arrivate dopo tante sfide in cui sembrava impossibile conquistare il primo posto. Ma, come sempre, il risultato più importante è stato giocare insieme.

Grande spazio è stato dedicato anche alle emozioni con il laboratorio “Emozioniamoci”. Attraverso il disegno della nostra isola delle emozioni, una tecnica di rilassamento e un lavoro condiviso, abbiamo scoperto che ogni emozione merita di essere ascoltata e accolta.

Tra i momenti più significativi della settimana c’è stata anche la Cena Multietnica, un viaggio tra sapori, culture e tradizioni. Abbiamo assaggiato piatti provenienti da diversi Paesi, ballato insieme e scoperto che il cibo può raccontare storie di famiglia, affetto e condivisione. Qualcuno è rimasto colpito dai ceci pakistani, chiedendosi con dolcezza se fossero stati preparati pensando all’amore di una mamma. Un pensiero semplice che racconta quanto ogni piatto possa custodire qualcosa di speciale.

Il sabato, tra giochi, quiz e una lunga passeggiata, si è conclusa la penultima settimana di Estate Ragazzi. Non tutte le sfide sono andate come speravamo, ma siamo riusciti a conquistare un bellissimo secondo posto nei quiz. Adesso davanti a noi c’è l’ultima settimana: un po’ di tristezza si fa sentire, perché sappiamo che questa avventura sta per concludersi. Ma abbiamo anche la certezza che ogni sorriso, ogni amicizia e ogni emozione vissuta insieme continueranno ad accompagnarci ben oltre l’estate.”

Rileggendo questi pensieri (e questa volta vi parlo in prima persona), mi colpisce la loro semplicità nel descrivere la Festa della Comunità Multietnica: i bambini non si fermano mai alla superficie. Noi adulti vediamo una cena, loro vedono un incontro. Noi vediamo un piatto diverso, loro si chiedono se chi lo ha cucinato ci abbia messo dentro l’amore di una mamma. Noi vediamo la realizzazione di un laboratorio, loro parlano di immaginazione, di emozioni, di pace.

Forse è proprio questo il senso di Estate Ragazzi: non riempire il tempo delle vacanze, ma riempire il cuore e la mente di esperienze vere. Far incontrare persone, culture, storie e sapori. Dare ai bambini l’occasione di conoscere ciò che è diverso, di sperimentarlo senza paura e di viverlo insieme agli altri. Perché è così che si cresce: non chiudendosi ma aprendosi al mondo.

E allora mi chiedo, e vi chiedo: quante occasioni di incontro offriamo davvero ai nostri bambini? Quanto tempo dedichiamo a far conoscere loro culture diverse dalla nostra? Quante volte ci fermiamo ad ascoltare ciò che hanno da dirci, invece di spiegare noi come funziona il mondo?

Forse dovremmo imparare a farlo più spesso. Perché, a volte, sono proprio loro, con la semplicità delle loro parole, a ricordarci che il mondo si cambia iniziando da una tavola condivisa, da un gioco fatto insieme, da un disegno, da una domanda fatta con il cuore.

E forse è questo il viaggio più bello che possiamo regalare ai nostri ragazzi.

Di: Giuseppe Riccio, Daniel Barbarino, Noah Domenico Lucania, Matteo Genovese e Ludovica Santoriello in collaborazione con Giovanna Ambrosino.