BRUSCIANO – Un viaggio emozionante nella memoria collettiva: la storia, i volti e le radici di una comunità che non smette mai di raccontarsi. Un evento che promette di essere un atto d’amore verso Brusciano, la sua storia millenaria e la tradizione che l’ha resa celebre nel mondo. Il 25 agosto alle ore 21, nella sede di via Semmola 19, l’Associazione Brusciano Sicura, guidata dal presidente Antonio Castaldo, presenta un grande percorso fotografico che attraversa secoli di vita cittadina: dalle origini di Bruxianum fino ai giorni nostri.
Un viaggio costruito attraverso documenti, fotografie, testimonianze, raccolte e selezionate con cura dagli storici, dai protagonisti e dagli artisti che da anni custodiscono la memoria del territorio. Il percorso espositivo ripercorre varie epoche storiche: il Medioevo e le prime tracce insediative, il Rinascimento e le trasformazioni urbanistiche, il Novecento con le sue rivoluzioni sociali, fino alla Brusciano contemporanea, viva, dinamica, identitaria. Un racconto visivo che restituisce volti, strade, riti, mestieri, e che permette di osservare come la comunità si sia evoluta senza mai perdere il proprio cuore culturale.
Il momento più atteso sarà la sezione dedicata alla Festa dei Gigli, con circa 200 fotografie autentiche che documentano la tradizione dal primo Novecento ad oggi.
Immagini rare, molte delle quali mai esposte prima, che mostrano le antiche paranze, i gigli monumentali delle origini, i maestri costruttori, le prime bande musicali, le trasformazioni artistiche e popolari che hanno reso la festa un patrimonio identitario unico.
L’evento è realizzato da Gianluigi Di Franco e Vincenzo Ruggiero, che hanno coordinato la raccolta, la selezione e la narrazione delle immagini. Un lavoro meticoloso che restituisce alla comunità un archivio prezioso, capace di emozionare e di far riscoprire radici spesso dimenticate. La serata del 25 agosto sarà molto più di una mostra: sarà un rito collettivo, un’occasione per ritrovarsi, riconoscersi e celebrare la storia di Brusciano attraverso ciò che più la rappresenta: la memoria visiva.







