NAPOLI – BAIANO – La voce dei pendolari vesuviani torna a farsi sentire con forza. In queste giornate di agosto, segnate da ritardi continui, corse tagliate e disservizi cronici, la mobilitazione dei viaggiatori delle linee vesuviane riparte con un messaggio chiaro: “Il tempo delle promesse è scaduto”.
Dalle banchine ai vagoni cresce la richiesta di dignità. Le notizie di cronaca che coinvolgono EAV, sommate a una crisi strutturale che dura da oltre dieci anni, alimentano un sentimento diffuso di esasperazione. Ma, come sottolineano gli attivisti, questa esasperazione si sta trasformando in responsabilità civica.
Gli attivisti raccontano un clima di sfiducia crescente: «Basta camminare per strada, prendere un treno o attendere su una banchina per incrociare lo sguardo dei compagni di viaggio. La domanda che ci viene rivolta decine di volte è sempre la stessa: Ma davvero ce la facciamo a riaprire la linea Napoli–Baiano? Cambierà mai il servizio su tutte le linee vesuviane?».
Una domanda che, spiegano, non è più solo sfogo: è la richiesta di un diritto fondamentale, quello di potersi spostare per lavorare, studiare e vivere dignitosamente, senza essere ostaggio di cantieri infiniti, navette insufficienti e corse limitate.
I pendolari rilanciano una piattaforma chiara:” Rifiuto della normalizzazione del disservizio: impedire che tagli e soppressioni diventino routine. Difesa del diritto alla mobilità: tutelare studenti, lavoratori e cittadini. Pressione istituzionale coordinata: rafforzare il fronte comune con i sindaci della tratta Napoli–Baiano. Trasparenza tecnica e cronoprogrammi certi: pretendere informazioni chiare e verificabili sui tempi di riapertura”.
La battaglia per la riattivazione della Napoli–Baiano e per il rilancio dell’intera rete vesuviana prosegue senza sosta. Con la riapertura delle scuole a settembre, la situazione rischia di diventare esplosiva. I pendolari avvertono: «Il tempo delle promesse e dei rinvii è definitivamente scaduto. La nostra voce continuerà a farsi sentire con determinazione in tutte le sedi, fino a quando viaggiare con dignità non sarà più un miraggio quotidiano».
La mobilitazione, assicurano, non si fermerà: la verità sulla Circumvesuviana e il diritto alla mobilità non possono più attendere.


