MARIGLIANO – L’esplosione di una bomba carta davanti a un’abitazione in via Roma, a Mariglianella, può essere letta criminologicamente non soltanto come un episodio di danneggiamento, ma come un possibile atto di intimidazione ad elevato impatto psicologico. Fortunatamente non si registrano feriti, mentre l’esplosione ha provocato danni all’abitazione.
L’elemento centrale, dal punto di vista criminologico, è la selezione dell’obiettivo. Quando un ordigno viene collocato davanti a una specifica abitazione, occorre interrogarsi sulla possibile relazione tra autore, vittima e contesto. La scelta del luogo potrebbe indicare una volontà di comunicare una minaccia, esercitare pressione o dimostrare una capacità di raggiungere la vittima anche all’interno del suo spazio privato.
In questa prospettiva, la violenza non è necessariamente finalizzata a provocare un danno fisico. Può avere una funzione simbolica e comunicativa: l’esplosione diventa il mezzo attraverso cui l’autore cerca di produrre paura, assoggettamento o vulnerabilità.
La criminologia invita però a non confondere l’ipotesi con la certezza. Non è possibile, sulla base del solo episodio, parlare automaticamente di matrice camorristica. Saranno gli elementi investigativi eventuali conflitti precedenti, minacce, rapporti economici, relazioni della vittima e modalità dell’azione a consentire di individuare il possibile movente.
Particolarmente importante è anche il concetto di vittimizzazione secondaria o indiretta. L’esplosione non colpisce soltanto l’abitazione: può generare paura nei familiari, nei vicini e nell’intera comunità, alterando la percezione di sicurezza del territorio. Il dato più significativo, quindi, non è soltanto l’ordigno utilizzato, ma il messaggio che attraverso quell’ordigno potrebbe essere stato trasmesso.La domanda criminologica fondamentale diventa: chi era il destinatario della minaccia e quale comportamento l’autore voleva condizionare?
Sarà la risposta a questa domanda, insieme alla ricostruzione del rapporto tra autore, vittima e contesto, a permettere di comprendere se l’episodio sia riconducibile a un conflitto personale, a una dinamica intimidatoria, a interessi economici oppure a una più strutturata forma di criminalità. In attesa degli sviluppi investigativi, una conclusione appare comunque possibile: anche quando non produce vittime fisiche, la violenza può raggiungere il proprio obiettivo attraverso la paura.
Avvocato e criminologa Rita Tulelli


