La crisi

Marigliano, FN: esplode la crisi politica, Giunta azzerata

Marigliano comune
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MARIGLIANO –  il 26 agosto 2026 è andato in scena quello che il Comitato Costituente Futuro Nazionale Marigliano 380 definisce “il fallimento politico dell’amministrazione Bocchino”. Il Consiglio comunale si è aperto con un’aula semivuota: assenti cinque consiglieri di minoranza e tre consiglieri di maggioranza, un dato che ha messo in crisi la tenuta dell’intera coalizione.

I tre consiglieri di maggioranza rappresentano due liste fondamentali della coalizione vincente. La loro assenza ha impedito alla maggioranza di garantire il numero legale.  Le delibere sono passate solo grazie alla presenza — e all’astensione — dI una consigliera di opposizione, un fatto che ha alimentato ulteriori tensioni politiche.

Secondo il Comitato, il sindaco Gaetano Bocchino si è presentato in aula con solo sette consiglieri su dieci, troppo pochi per assicurare stabilità. “Un sindaco di maggioranza che per sopravvivere deve aggrapparsi all’opposizione”, scrivono.

Dopo il consiglio, Bocchino ha deciso di azzerare la Giunta con effetto immediato. Un gesto interpretato da Futuro Nazionale come un segnale di perdita di controllo politico: «Azzerare la Giunta è un atto di forza o l’ammissione che non comanda più nulla?».

Il Comitato solleva dubbi su possibili manovre di palazzo per una nuova maggioranza con cambio di casacca e sostituzione dei consiglieri mancanti con esponenti della minoranza.  «Se è così, lo dicano chiaramente ai cittadini. Marigliano non ha votato per inciuci estivi e trasformismi», afferma Futuro Nazionale.

Il Comitato chiede che Bocchino chiarisca pubblicamente con chi intende governare, se otto consiglieri su sedici possono garantire stabilità e quale futuro attende la città. «Marigliano merita verità, non manovre di palazzo», conclude il Comitato Costituente Futuro Nazionale Marigliano 380.