Serpente abbandonato

Santa Maria La Carità: serpente esotico abbandonato sulla strada, paura e intervento dei Carabinieri CITES

Generico agosto 2026
- Foto d'Archivio

SANTA MARIA LA CARITÀ — Momenti di paura e incredulità nell’agro del Comune di Santa Maria la Carità, dove un automobilista si è trovato davanti un ospite decisamente insolito. Sulla carreggiata di via Baldascini, in piena zona di traffico veicolare, è stato rinvenuto un serpente esotico abbandonato al suo destino.

A lanciare l’allarme sono stati i Vigili del Fuoco del distaccamento di Castellammare di Stabia, che hanno immediatamente segnalato la presenza dell’animale al Nucleo Carabinieri CITES di Napoli, reparto specializzato nella tutela delle specie protette e nel controllo del commercio internazionale di animali e piante selvatiche.

I militari sono intervenuti rapidamente, mettendo in sicurezza l’area e recuperando il rettile, vivo e lungo circa un metro. L’esemplare è stato identificato come Pantherophis guttatus, noto come Serpente del Grano: una specie non autoctona, originaria del Nord America, molto diffusa nel mercato terraristico ma completamente estranea alla fauna locale.

Dai primi accertamenti è emerso che il serpente era privo di qualsiasi sistema identificativo, come il microchip, elemento che rende più complesso risalire alla provenienza o al proprietario. L’animale è stato posto sotto sequestro penale e affidato a una struttura specializzata, dove riceverà cure adeguate e sarà sottoposto agli accertamenti sanitari previsti. Nel frattempo, i Carabinieri hanno avviato le indagini per individuare i responsabili dell’abbandono.

L’episodio richiama alla memoria il recente ritrovamento di un pitone abbandonato in un sacchetto nell’agro di Castel Volturno, segno di un fenomeno purtroppo in crescita: l’abbandono di animali esotici. Spesso questi animali vengono acquistati con leggerezza, senza considerare le reali esigenze etologiche e gestionali. La cura di un rettile o di un altro animale non convenzionale richiede competenze specifiche, spazi adeguati, attrezzature costose — come teche riscaldate con parametri di umidità controllati — e una piena consapevolezza della normativa vigente.

Quando l’entusiasmo iniziale svanisce, o quando l’animale cresce e le spese aumentano, alcuni proprietari scelgono la via più semplice e illegale: abbandonarlo. Un gesto crudele, che spesso condanna l’animale a una morte certa a causa delle temperature non idonee del nostro clima, e che costituisce un reato perseguibile. Oltre a rappresentare un pericolo per l’ecosistema locale e, in alcuni casi, per la sicurezza pubblica.

Un episodio che, ancora una volta, accende i riflettori su un problema troppo spesso sottovalutato: la responsabilità che deriva dal possesso di animali esotici e la necessità di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini.