Il libro

Casalnuovo ospita il Flip: il libro di Marco Melito apre la sesta edizione

In apertura le tradizioni popolari di Pomigliano

CASALNUOVO – POMIGLIANO – La sesta edizione del Flip – Festival della Letteratura Indipendente si è conclusa domenica 6 settembre a Casalnuovo, dopo il trasferimento forzato dal comune di Pomigliano d’Arco in seguito all’aut aut imposto dal sindaco, che aveva richiesto l’estromissione di una delle organizzatrici storiche. Nonostante le polemiche, il festival ha registrato una grande partecipazione, ospitando autori di rilievo come Alessandro Baricco e Irvine Welsh, celebre per Trainspotting.

L’inaugurazione, giovedì 3 settembre, è stata affidata a Marco Melito, autore del volume “Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari pomiglianesi”, edito da Wojtek Edizioni. Un’opera che ricostruisce, in forma di calendario, l’intero patrimonio delle tradizioni popolari contadine e artigiane di Pomigliano e dei comuni limitrofi: dai Fucaroni di Sant’Antuono alla ‘Nferta, passando per il Carnevale Popolare pomiglianese, riconosciuto come patrimonio immateriale della Regione Campania.

Accanto all’autore, al panel di presentazione, il docente e neo‑consigliere comunale Mario Visone e il musicista Francesco Di Bella, frontman dei 24 Grana.Prima della presentazione, l’associazione culturale ‘A Sunagliera – di cui Melito è vicepresidente – ha proposto un medley di canti popolari contenuti nel libro. «Un viaggio da gennaio a dicembre nelle tradizioni pomiglianesi» ha spiegato Melito, sottolineando come il volume ripercorra origini, simboli e significati di ogni rito, evidenziandone la funzione educativa ancora attuale.

Il sottotitolo del libro, “Un patrimonio nelle mani dei giovani”, è stato al centro del dibattito. Melito e Visone hanno ribadito come le nuove generazioni, grazie alle tecnologie e ai nuovi linguaggi, abbiano la responsabilità di custodire e diffondere un patrimonio immateriale che racchiude dialetto, storia, morale e identità collettiva. Il volume rappresenta un passo avanti decisivo: è il primo a raccogliere e analizzare tutte le tradizioni popolari pomiglianesi, laddove i testi precedenti si erano concentrati solo su singoli aspetti.

Melito ha ricordato il ruolo fondamentale dell’associazione ‘A Sunagliera nel mantenere vivo il Carnevale Popolare pomiglianese, recuperando testi storici come la Canzone di Zeza grazie al lavoro di Giovanni Sgammato, fondatore dell’associazione.

Il recente riconoscimento della Regione Campania come patrimonio immateriale, ottenuto nel dicembre scorso, non ha però trovato il sostegno dell’amministrazione comunale pomiglianese. «Neanche un grazie» ha commentato l’autore, denunciando tentativi di estromissione dell’associazione dalle celebrazioni ufficiali.

La presentazione si è chiusa con un secondo momento musicale: Melito, l’associazione ‘A Sunagliera e Francesco Di Bella hanno ricordato Giovanni Sgammato e Marcello Colasurdo, figure centrali della tradizione popolare vesuviana. Un emozionante “Rosario d’ ’o curtile” e il brano “A Suffragio” hanno riportato il pubblico nelle atmosfere delle antiche masserie e dei cortili contadini. Con la chiusura del Flip Festival, “Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari pomiglianesi” è disponibile presso la libreria Wojtek, in piazza Leone a Pomigliano d’Arco.