Gli arresti

Clan Mallardo, ergastolo definitivo: la DIA arresta i due vertici dopo la sentenza della Cassazione

Dia Salerno
- Foto d'Archivio

NAPOLI – La Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha eseguito due ordini di carcerazione definitiva nei confronti di Francesco Napolitano e Michele Olimpio, ritenuti esponenti apicali del clan Mallardo. La misura arriva dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 17 settembre 2026, che ha confermato l’ergastolo per l’omicidio aggravato dalle modalità mafiose di Mario Di Lorenzo, avvenuto a Giugliano in Campania il 12 ottobre 1996.

Secondo le indagini della DIA – svolte tra il 2018 e il 2019 nell’ambito della cosiddetta Operazione Babele – Napolitano, all’epoca reggente del clan, avrebbe deciso l’eliminazione di Di Lorenzo dopo le reiterate violazioni delle “regole” dell’organizzazione. Di Lorenzo, passato dal clan rivale dei “piripicci” ai Mallardo, avrebbe infatti avanzato richieste estorsive a piccoli imprenditori di Giugliano nonostante il divieto imposto dai vertici, compromettendo la credibilità del gruppo criminale.

L’omicidio fu materialmente eseguito da Olimpio e da un terzo uomo, poi divenuto collaboratore di giustizia e deceduto durante il processo d’appello. La vittima venne raggiunta da colpi d’arma da fuoco mentre era a bordo della propria auto, in un insediamento di case popolari.

Le indagini della DIA portarono nel gennaio 2019 all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare per Napolitano e Olimpio, poi condannati all’ergastolo in primo grado nel marzo 2021. La sentenza fu confermata dalla Corte di Assise d’Appello nel 2023, ma annullata con rinvio dalla Cassazione nel 2024.

Nel frattempo, per entrambi era stata dichiarata l’inefficacia della misura cautelare per decorrenza dei termini. Olimpio rimase comunque detenuto per altra causa, mentre Napolitano fu sottoposto a obblighi di dimora fuori dalla Campania, divieto di espatrio e presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria.

Un’ulteriore attività investigativa della DIA ha evidenziato che Napolitano disponeva ancora di risorse economiche, legami con il contesto criminale e frequentazioni sospette. Elementi che, secondo la Procura Generale, rendevano concreto il rischio di fuga e la possibilità di una ripresa delle attività illecite. Per questo, nel luglio 2026 la Corte d’Appello ha disposto nuovamente la custodia cautelare in carcere per Napolitano.

Il 17 settembre 2026 la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la responsabilità di entrambi gli imputati e la condanna all’ergastolo. L’ordine di carcerazione è stato eseguito dal Centro Operativo DIA di Napoli, con il supporto delle sedi di Milano e Bari.