MARIGLIANO – Il gruppo Azione, attraverso una lunga nota firmata dal capogruppo Antonio Di Sauro, interviene pubblicamente dopo le dimissioni del sindaco Gaetano Bocchino, respingendo ogni accusa di tradimento e ricostruendo nel dettaglio mesi di tensioni, richieste rimaste inascoltate e scelte non condivise all’interno della maggioranza.
La posizione arriva in risposta alle ricostruzioni circolate nelle ultime ore, secondo cui gli assenti all’ultimo Consiglio comunale — tra cui proprio Azione — sarebbero i responsabili della crisi. Il gruppo rivendica invece un percorso di lealtà e trasparenza, ricordando che il Sindaco era stato informato in anticipo della loro assenza: «Gaetano conosceva il nostro disagio e sapeva in anticipo che non avremmo partecipato a quel Consiglio comunale»
Azione ribadisce di non aver mai messo in discussione la fiducia nel Sindaco: «Non abbiamo mai, e diciamo mai, pensato di andare contro Gaetano Bocchino»
Il gruppo pubblica una lettera protocollata il 26 maggio 2026, rimasta riservata fino ad oggi, nella quale non chiedeva “poltrone o deleghe”, ma rispetto politico, confronto e partecipazione alle decisioni. Una scelta motivata dalla volontà di far conoscere ai cittadini «i fatti e non ricostruzioni parziali».
Uno dei nodi principali riguarda la serata di spettacolo prevista per il 5 settembre, con un costo di circa 133 mila euro anticipati dal Comune. Azione sottolinea che avrebbe voluto conoscere il progetto per tempo e confrontarlo con altre proposte culturali. Pur riconoscendo che il provvedimento è stato votato anche dal Vicesindaco «per senso di lealtà», il gruppo pone una domanda chiave: «Con chi era stata condivisa quella scelta?» E contesta il fatto che, in Consiglio, si chiedesse di ratificare una variazione di bilancio senza aver avuto la possibilità di partecipare alla decisione.
Azione rivendica il diritto-dovere di valutare, studiare e contribuire alle scelte amministrative: «Un consigliere comunale non deve limitarsi ad alzare la mano: deve studiare, fare domande e scegliere secondo coscienza». Il gruppo elenca una serie di episodi che avrebbero alimentato il disagio: gestione delle strisce blu, vicenda del lavoratore che ha perso il posto, partenariati arrivati in Giunta «senza vero confronto politico», mancata condivisione sul POC, criticità nella gestione del verde pubblico, ritardi nella definizione dei criteri per l’utilizzo dei 900 mila euro di avanzo destinati alle strade.
La nota denuncia un clima interno segnato da prepotenze, chiusure e pressioni: «C’è chi, dietro modi miti e parole rassicuranti, chiude le porte al confronto. E c’è chi la propria prepotenza non prova neppure a nasconderla». Azione afferma che una parte della maggioranza avrebbe persino teorizzato il “3×3”: far uscire tre consiglieri e sostituirli con tre della minoranza. Il gruppo riconosce al Sindaco la bontà d’animo, ma gli rimprovera di aver sopportato pressioni pur di tenere unita la coalizione: «Un Sindaco deve restare libero. Non può diventare ostaggio degli equilibri imposti».
Azione si dice disponibile a contribuire a una nuova fase politica fondata su pari dignità, rispetto e condivisione reale, senza rivendicare incarichi o deleghe: «Non chiediamo nulla ieri, non chiediamo nulla oggi, non chiederemo nulla domani». Il gruppo chiede però che il Sindaco «racconti tutta la verità» e che nessuno venga trasformato in un capro espiatorio.
La conclusione è un appello diretto al Sindaco e alla città: «Essere leali non significa chinare il capo. Significa avere il coraggio di essere sinceri». Azione ribadisce di essere pronta a fare la propria parte «con umiltà, serietà e il cuore libero», ma non più disposta ad accettare un metodo che nega il diritto di condividere e partecipare alle scelte.


