MARIGLIANO – Il confronto politico a Marigliano torna a infiammarsi dopo la serata del 5 settembre, quando il concerto di Serena Brancale — inserito nella Festa Patronale — ha richiamato una grande partecipazione di pubblico. Una scelta che, secondo Fratelli d’Italia Marigliano, merita una riflessione più ampia sul modo in cui vengono impiegate le risorse destinate agli eventi cittadini.
Il gruppo locale di FdI chiarisce di non essere contrario agli eventi culturali, musicali o aggregativi. La questione, spiegano, riguarda l’efficacia dell’investimento: “Abbiamo detto una cosa semplice: noi avremmo fatto una scelta diversa. Concentrare una cifra così importante in una sola serata ci è sembrato poco efficace nel rapporto tra risorse investite e beneficio complessivo per la città”.
Pur riconoscendo la riuscita della serata e la grande partecipazione, il partito sottolinea che un’Amministrazione deve guardare oltre la singola foto della piazza piena, valutando l’impatto complessivo su commercio, associazioni e comunità. FdI propone un paragone diretto con la Festa Patronale del 2023, sempre a Marigliano: Foja: 9.000 euro, Gabriele Esposito: 5.000 euro, totale: 14.000 euro per due serate. Nel 2026, invece, il solo cachet artistico di Serena Brancale è stato di circa 79.300 euro.
FdI precisa di non avere dati certi sulla partecipazione relativa ai due anni, ma evidenzia che entrambi gli eventi hanno registrato un forte afflusso, con una differenza economica “enorme”. Nel 2023, inoltre, la festa era articolata su più serate e iniziative, con un coinvolgimento più ampio del tessuto cittadino. Il partito respinge l’idea che il confronto serva a rivendicare meriti del passato: “Fratelli d’Italia non aveva alcun ruolo nelle scelte amministrative del 2023. Il confronto serve solo a dimostrare che, anche nella stessa città, si possono fare scelte molto diverse nell’utilizzo delle risorse”.
La parte più politica della nota riguarda il clima del dibattito cittadino. FdI denuncia un atteggiamento di sufficienza e arroganza da parte dell’Amministrazione e di una parte del PD locale, accusati di reagire alle osservazioni con superficialità o delegittimazione anziché con un confronto nel merito. “Si può essere in disaccordo, si può difendere una scelta, si può spiegare perché la si ritiene giusta. Quello che troviamo meno normale è rispondere troppo spesso con il tentativo di sminuire chi pone una questione”.
FdI ribadisce che il nodo centrale non è il concerto in sé, ma la visione politica complessiva: “Noi continuiamo a pensare che amministrare significhi qualcosa di più che riempire una piazza. Il problema è se chi amministra conserva ancora la capacità di ascoltare chi la pensa diversamente”.

