La polemica

Circumvesuviana, i pendolari contro EAV dopo la diffida a Ferraro: “Prima i diritti, poi le polemiche sul nome”

Circumvesuviana Marigliano
- Foto d'Archivio

CRICUMVESUVIANA – Avrebbero voluto riportare al centro del dibattito le numerose criticità che continuano a pesare sulla mobilità dell’area vesuviana. Invece, l’attenzione si è spostata sulla diffida formale inviata da EAV a Salvatore Ferraro, storico riferimento delle battaglie dei pendolari e amministratore della nota comunità social dedicata ai disagi della Circumvesuviana.

A denunciarlo sono gli stessi rappresentanti dei pendolari, che ricordano come le priorità restino ben altre. Tra queste l’aumento del costo del biglietto integrato, ritenuto ingiustificato dagli utenti, la gestione confusa dei bus sostitutivi sulla linea di Baiano e la totale assenza di servizi di supporto a Casalnuovo, città di circa 50mila abitanti che dal 15 settembre si trova senza collegamenti alternativi proprio nel periodo della ripresa delle attività scolastiche e lavorative.

Non meno grave, secondo i comitati, è la situazione vissuta quotidianamente dai pendolari della linea di Baiano, costretti spesso a raggiungere i comuni serviti dalla linea di Sarno per poter utilizzare il treno in alternativa ai bus. Una soluzione di fortuna che, denunciano, espone persino al rischio di sanzioni da parte dei controllori, nonostante il possesso di regolari abbonamenti, a causa della mancanza di indicazioni ufficiali e uniformi da parte dell’azienda.

Tra le richieste avanzate vi è anche quella di anticipare di almeno 15 minuti le prime corse ferroviarie e dei bus sostitutivi, così da consentire a lavoratori e studenti di raggiungere in orario le rispettive destinazioni. Sul tavolo resta inoltre la richiesta di un’“operazione verità” sui cantieri delle linee vesuviane, con informazioni certe sui tempi degli interventi e sull’effettivo stato dei lavori.

A catalizzare la discussione nelle ultime ore è stata però la diffida recapitata da EAV a Salvatore Ferraro, vicepresidente del Comitato Pendolari Vesuviani e animatore di numerose iniziative a tutela degli utenti del trasporto pubblico. La contestazione riguarderebbe l’utilizzo di una denominazione ritenuta potenzialmente confondibile con quella aziendale.

Secondo i pendolari, la questione avrebbe potuto essere risolta attraverso un confronto diretto e una soluzione condivisa, evitando il ricorso a iniziative formali.Per chiudere ogni controversia e proseguire nelle attività di rappresentanza degli utenti, il gruppo fondato da Ferraro ha deciso di modificare la propria denominazione, assumendo ufficialmente il nome di Comitato Pendolari Vesuviani.

“Continueremo a essere al fianco di Salvatore Ferraro e di tutti i pendolari”, sottolineano i promotori dell’iniziativa. “Forse è giusto evitare ogni possibile confusione nei nomi, ma è certamente più grave non garantire servizi efficienti e i diritti di migliaia di cittadini che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico”. Il messaggio finale è chiaro: al di là delle denominazioni, la battaglia resta quella per una mobilità più efficiente, affidabile e dignitosa per l’intero territorio vesuviano.