Marigliano: ritornano le suore elisabettiane

Anita Capasso

MARIGLIANO - Accolta la richiesta del Comitato ProBorgo che a novembre 2019 aveva scritto al Papa e alla Superiora Generale Madre Annunziata (Clara) Capasso.
Per il comitato Proborgo e per quanti non hanno mai abbassato la guardia e' un grande risultato : salvata l' identità dei luoghi.

Ecco la richiesta del 2019:" Santità PP. Francesco,

Eminenza Reverendissima,

Reverenda Madre,

la nostra associazione a nome dell’intera Comunità di Marigliano (Na), chiede che la Congregazione delle Suore Francescane Elisabettine “Bigie” (S.F.E.B.) valuti la possibilità di riaprire l’Istituto-Comunità in via Benedetto Bonazzi n. 8 a Marigliano, chiusi un pò troppo frettolosamente nel 2000. Quando l’ultima superiora Sr Graziella Marin sprangò la porta di quella storica Casa di fede, educazione, accoglienza e solidarietà cristiane, che dalla metà del XIX secolo aveva visto prima l’opera di San Ludovico da Casoria, poi delle Piccole Sorelle dei Poveri e infine, dal 25 maggio del 1947, delle beneamate Suore Francescane Elisabettine Bigie, abbiamo registrato, come comunità ecclesiale e civile, un fallimento e una profonda perdita. Quella Casa da troppo tempo chiusa, rappresenta la negazione dei valori e della carità che animarono il Santo dei poveri e dei disagiati. La grave crisi sociale, economica, educativa, umana che attraversa la penisola italiana e in particolare il Mezzogiorno richiede risposte e scelte coraggiose per vivere pienamente il carisma del Fondatore. Marigliano e l’Agro Nolano sono diventati le nuove terre di apostolato e di missione. Hanno un grande bisogno di riscoprire la solidarietà evangelica. La presenza delle suore potrebbe fornire un nuovo slancio nell’opera di educazione cattolica e di promozione di bambini e adolescenti, formando coscienze, istruendo, offrendo l’opportunità di un riscatto sociale. Con l'improvvisa chiusura dell'Istituto, peraltro, l’intero territorio fu privato dell’unica presenza religiosa in grado di fornire cure, assistenze, consolazione ai poveri e anziani, cancellando l'unico avamposto di educazione alla fede e di sostegno nel processo di maturazione e di collaborazione con la comunità cristiana".

Le prime quattro suore si sono già insediate. Niente avviene per caso e il silenzio non paga. Salvata l' identità dei luoghi. I luoghi raccontano storie.

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