Taurano, restauro conservativo dei dipinti murali

Mariateresa Buonfiglio

La nuove pitture del Convento sono state portate alla luce dall’Impresa “Acanfora Restauri”

TAURANO - L’intervento è stato finalizzato al recupero di alcuni dipinti murali, rinvenuti durante i lavori di restauro e valorizzazione del Convento San Giovanni del Palco, edificio di pregio storico – architettonico, sito nel Comune di Taurano, antico insediamento sannita.

DESCRIZIONE DELLE OPERE
Il convento, composto da quattro ali, in cui sono posizionati gli ambienti di pertinenza dei frati, si affaccia su un chiostro pressoché quadrato contornato da un portico continuo caratterizzato dalla presenza di volte a crociera.
Proprio lungo i corridoi di accesso agli ambienti, durante i lavori che interessano il corpo di fabbrica, sono emerse, sotto la calce che ricopre le pareti, tracce di decorazioni che in seguito a saggi stratigrafici, risultano presenti lungo i corridoi ed a contorno delle porte.
Seppur la loro descrizione è fortemente penalizzata dalla ridotta estensione delle aree decorate emerse dai saggi, dal punto di vista stilistico, sulle porte, gli ornamenti sono caratterizzati da ondulazioni ramificate in riccioli e lievi arabeschi che continuano in maniera più lineare lungo le pareti. Si tratta di decorazioni a secco, (tempera) che purtroppo, per la loro stessa natura e per la fragilità rispetto ai fattori climatici, sono in gran parte cadute.
Dal chiostro precedentemente accennato, si apre l’accesso al refettorio in cui è conservato un pregevole dipinto, datato 1646 e rappresentante l'Ultima Cena.
Anche in quest’ambiente, in seguito a saggi stratigrafici sono state rinvenute decorazioni occultate da una spessa scialbatura.
I saggi hanno evidenziato decorazioni lineari che corrono lungo tutto il perimetro del refettorio, intervallate, in corrispondenza degli archi, con dipinti che rappresentano figure devozionali ed elementi floreali.

DESCRIZIONE INTERVENTO
Prima dell’intervento le superfici delle decorazioni e dei dipinti murali presentavano le seguenti tipologie di degrado: alterazioni fisiche, chimiche e biologiche.

DESCRIZIONE DEI MATERIALI CHE COSTITUISCONO I DIPINTI E LE DECORAZIONI MURALI:
Le decorazioni sono state eseguite su un supporto costituito da differenti strati di intonaco con diversi spessori: l’arriccio, il tonachino e il film pittorico costituito da pigmenti sciolti in acqua.

FASI DI INTERVENTO
Sei sono state le fasi dell’intervento restaurativo, eseguito con intelligenza, sensatezza, delicatezza e maestria dai restauratori dell’Impresa Acampora: la disinfestazione, la pulitura, il consolidamento, le stuccature, l’integrazione pittorica, la protezione.

NOTIZIE STORIOGRAFICHE CONVENTO DI SAN GIOVANNI DEL PALCO
Il Convento, dedicato a S. Giovanni Evangelista è stato edificato nel 1396, sulle rovine di una villa romana ed affidato nel corso del tempo ai Frati Conventuali, ai Frati Riformati ed, infine, ai Frati Minori.
Fondato dal Conte Nicolò Orsini, è famoso per aver dato la formazione religiosa al Frate Ludovico da Casoria, proclamato beato da Giovanni Paolo II il 18 aprile 1993.
I primi interventi, da fonti bibliografiche, risalgono al 1640, quando vennero rifatti dalle fondamenta, sia il convento sia la chiesa, dando all’intera costruzione l’attuale forma.
Altri interventi, si segnalano nella seconda metà del XVII secolo, verso la fine dell'ottocento e dopo la grande guerra.
Negli anni successivi chiesa e convento, per la loro posizione e per l’attaccamento di numerosi importanti benefattori, furono arricchiti di arredi, suppellettili, libri e soprattutto dall’ importante tabernacolo in noce e ciliegio, realizzato nel 1667 dall’ebanista francescano Fra' Giuseppe da Soleto, per il tempio di Santa Croce di Palazzo a Napoli, soppresso da Ferdinando IV di Borbone (nel 1775 per diminuire le proprietà e lo strapotere clericali nel Regno) e collocato nella chiesa di S.Giovanni del Palco.
Dopo un periodo di decadenza, legato alla soppressione del 1866, il Convento, viene dapprima acquistato dal Comune (il 22 ottobre del 1880) per poi ritornare in possesso dei frati francescani negli anni 1882 (convento) e 1885 (chiesa).
Con il ritorno dei frati l’intero complesso riacquista il dovuto splendore, ospitando tra l’altro una biblioteca con ragguardevole documentazione libraria tra cui si annoverano oltre a 6000 volumi, cinquecentine (libri del XVI secolo) ed antifonari (libri contenenti canti liturgici), opere di Sebastiano Conca e decorazioni tra le quali quelle oggetto della presente relazione.

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