Casamarciano: In scena un incontro tra Oliviero Beha e Clementino

Mauro Romano

Clementino riceve un premio a Casamarciano dopo una bella intervista in cui si è potuto confrontare col giornalista Oliviero Beha. Il rapper, come ci comunica Antonio Romano, ha mostrato molti lati della sua personalità che forse non tutti conoscono. “Un interessante incontro di generazioni a confronto”, qualcuno ha sottolineato.

Casamarciano - Forse ci si aspettava un confronto ideologico! Invece la serata è stata una piacevole chiacchierata tra amici con il pubblico accorso numeroso affollando il Borgo di Santa Maria del Plesco dove si è tenuta la 4° Rassegna nazionale del teatro. La serata, organizzata con delle poltrone in scena, come accade di solito in trasmissioni televisive note, con tanto di presentatrice di nome Eleonora, ha ricreato una sorta di salotto.

Gli argomenti hanno spaziato a 360 gradi toccando i più svariati ragionamenti: dalla politica, al confronto generazionale, un accenno alle problematiche dei rifiuti nella nostra Regione, a come nascono le canzoni di un rapper come Clementino e quali le fonti di ispirazione, il perché l’uso dei tatuaggi quale moda seguita dai più giovani, le problematiche legate al mondo scolastico, il rapporto con i coetanei, le rispettive squadre di calcio per le quali si fa il tifo; il Napoli per Clementino e la Fiorentina per Beha, la famiglia quando è usata come una sorta di bancomat e quando è usata nei momenti importanti di difficoltà, la nazionale cantanti, del fantastico video girato a Scampia denominato “Pianoforte a Vela” e molto altro.

Serata tranquilla e di grande cordialità nel quale si è riflettuto sul nostro tempo, anche con delle battute ironiche molto apprezzate dal pubblico. Il platea a far gli onori di casa il Sindaco di Casamarciano Andrea Manzi, inoltre presenti il direttore artistico del Festival teatro città di Casamarciano Totò Nicosia, i genitori di Clementino, ospite della serata, vincitori, con la loro compagnia teatrale “ Il Dialogo” di Cimitile, di una passata edizione del festival nazionale del teatro di Casamarciano.

Oliviero Beha giornalista di carta stampata, radio e tv è autore di romanzi e saggi, commentatore politico e di costume, autore di testi teatrali e raccolta di poesie: ha vinto un prestigioso premio per il giornalismo d’autore e per la radiofonia. Tra altro non è mancato un divertente fuori programma: un gatto e un cane per un attimo sono comparsi in scena; il gatto inseguito e impaurito è scappato in direzione della platea; il cane, dal canto suo, rientrato dietro le quinte del palcoscenico.

Un imprevisto che non ha turbato minimamente il pubblico confronto, anzi esattamente l’opposto; ha conferito maggior vivacità alla serata già di per sé esaltante per gli argomenti presentati. Alla domanda come nasce una canzone Rap, Clementino, che indossava una camicia che era la stessa di un recente video realizzato a Casamarciano ha risposto: “ non ha mai scritto una canzone seduto ad una scrivania. La canzone viene all’improvviso. Una canzone Rap nasca dall’esperienza di tutti i giorni, e da i viaggi.

La canzone ‘O vient, sembra strano, non l’ho scritta a Napoli ma ad Amsterdam. Una canzone di certo scritta a mano, con foglio e penna, non su di un tablet. Un pezzo che si chiama “Buenos Aires Napoli”, che ho fatto con i Negrita, un pezzo dedicato a Napoli all’Argentina, ad un personaggio come Maradona, l’ho scritto nel parcheggio Ikea”. A quel punto è scappata subito la battuta ironica: “un pezzo costruito!” Il pezzo preferito dal suo repertorio è “ La luce” ed è stato scritto a Milano appena alzato dal letto, appena ci si sveglia, forse quasi la descrizione del sogno; di solito al mattino si pensa ed altro: “non c’è stato neanche il tempo di prendere un buon caffè”.

Alla domanda di come ti poni nei confronti dei tuoi coetanei che non hanno vena artistica, Clementino ha risposto di essere un asciugatore che è di molte parole ma che piace anche ascoltare. “Come lavoro mi sento fortunato, di vivere attraverso la musica Rap. Vado molto d’accordo con i ragazzi che abitano il rione Gescal del mio paese, con i ragazzi di strada”.

Alla domanda se esiste una certa serenità nella vita; Clementino ha risposto “di non esser la sua una vita proprio particolarmente serena perché viaggia molto”. Ha in seguito aggiunto: “ potrei far il dipendente dei treni Frecciarossa”, tra gli applausi del pubblico che ha apprezzato la sua ironia e umorismo. La serenità interiore si trova comunque attraverso la musica e attraverso la famiglia che è la prima cosa. Il rapper ha poi nominato tutti della famiglia non dimenticandosi neanche del proprio cane.

Ha parlato in genere della musica Rap che nasce dalla gente di colore, delle collaborazioni, spesso nate anche in modo casuale, con altri cantanti quali James Senese, Tullio De Piscopo, Lorenzo Giovanotti, del cantate preferito che ha il nome noto quello di Pino Daniele. Ha raccontato una sua curiosità accaduta a Stoccarda: si pensava: chi mai potrà ascoltare un rapper napoletano lì ! invece ad accoglierlo all’aeroporto c’erano tifoni partenopei con tanto di maglia del Napoli calcio.

“Noi napoletani stiamo dovunque” è il caso di dire. Un confronto che di certo, si è trascinato senza annoiare; ha suscitato molte riflessioni.
(Antonio Romano).

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