Il Clan dei “ Caponesi” arriva a Camposano. Ultimi ospita il magistrato Catello Maresca ed il suo “ Male Capitale”

Nicola Riccio

CAMPOSANO – La camorra raccontata ai bambini grazie alla fantasia. E’ questo il grande lavoro di Catello Maresca, professione magistrato, che, invitato dal Presidio dell’agro nolano di “Ultimi “, associazione cara a Don Aniello Manganiello , aprirà le pagine del suo “ Male Capitale” ( Edito da Giapeto). Appuntamento per  mercoledì 5 ottobre dalle ore 18:00 , presso la chiesa di San Nicola Faibano di Camposano.

Concepito dall’esigenza di rispondere alle domande ingenue e curiose di suo figlio, il volume racconta dei “Caponesi”, un clan efferato che opera nella provincia di Lacerta, fondato da Antonio Porcellino e retto per 20 anni da un quadrunvirato criminale composto da Francesco Liberone, detto la Perla di Labuan, Francesco Bidonville, detto Cicciotto ‘o Sonnambulo, Antonio Vinaccia, ‘o Simpatico, e ovviamente, Michele Bagaria, conosciuto come Capamalata. Nomi inventati per un pubblico di bambini e ragazzi, soprattutto. Ma chi conosce i fatti, sa… Basta aprire il libro e iniziare a leggere, per riconoscere tutti i personaggi reali, quelli con cui Maresca ha avuto a che fare durante la sua carriera di magistrato. I loro volti sono documentati nelle foto presenti, che mostrano allo stesso tempo lo sfarzo di case lussuose e sempre più kitsch, dei criminali; i bunker angusti e maleodoranti dove i latitanti vivono come topi nel sottosuolo; gli scheletri abbandonati di una terra violentata, recuperati grazie all’intervento delle forze dell’ordine e della magistratura, beni che nascono sfortunati, e che sono destinati a un’esistenza tormentata, come l’ex hotel Zagarella, la zona del Parco Saraceno, quartiere ‘fantasma’ di Volto Domitio o l’azienda bufalina di Francesco Liberone.
Il libro affronta diversi temi, da don Peppino Diana, barbaramente trucidato dai Casalesi nel 1994, all’abbandono delle residenze lussuose un tempo appartenute ai capiclan, fino alla devastazione dei luoghi simbolo di una terra maledetta, quella di Camorra.

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