Marigliano, sulla Variante 7 Bis meglio una velocità di 70 km/h e non di 50

Redazione

Il pensiero di un nostro lettore sulla vicenda

MARIGLIANO - In riferimento all’articolo “Marigliano, viabilità sicura senza autovelox sulla Variante 7 bis”, e sulla problematica della velocità  ci scrive in una lunga lettera le sue considerazioni il signor Aurelio Rosini.

                “Lo scopo principale per cui fu realizzata la strada Via XI Settembre,  - scrive il signor Rosini - meglio conosciuta come Via Variante 7 bis, è stato quello di evitare l’attraversamento dei centri abitati di Marigliano, Mariglianella, Brusciano e Castello di Cisterna, permettendo così di decongestionare il traffico veicolare lungo le rispettive arterie centrali Corso Umberto I, Via G. Marconi, Via C. Cucca e Corso Vittorio Emanuele;

premesso che, nei centri abitati, solitamente vige il limite di velocità di 50 km/h, e che Via Variante 7 bis, di fatto, è una strada extraurbana locale che serve le periferie di dette località, a rigor di logica, ma, ancor più, seguendo le prescrizioni del Codice della Strada, il limite di velocità di riferimento dovrebbe essere di non di meno di 70 km/h, e non di 50, come è, senza senso, allo stato;

                il Comune di Marigliano, per nulla intenzionato ad alzare l’attuale limite di velocità di 50 km/h, peraltro giustificato dal fatto che, recentemente, la strada sia stata declassificata da strada extraurbana locale a strada locale alla pari di quelle dei centri abitati, ha ritenuto opportuno operare, lungo lo stesso tratto di strada, l’apposizione del pannello luminoso dissuasore di velocità o rilevatore elettronico istantaneo di velocità, uno per ogni senso di marcia, calibrandolo a detta velocità massima (50 kmh);

                sono in disaccordo sull’opportunità di un simile limite di velocità, assolutamente inadeguato al tipo di strada, laddove, come già detto, sarebbe più opportuno uno non inferiore a 70 km/h;

                il suddetto Comune, che, nella fattispecie, si sta attivando in termini di prevenzione, per contenere gli aspetti di criticità del tratto di strada di Variante 7 bis, dovuti ai numerosi gravi incidenti verificatisi nel recente passato, lo sta facendo sena rispettare l’ordine di precedenza degli interventi da eseguire, significando che, da quando sono terminati i lavori di asfaltatura del tratto di Via Variante 7 bis compreso tra le intersezioni con Via Isonzo e con Via Pasubio, è già trascorso diverso tempo, se non erro, più di un mese, e l’autonomia locale, pur avendo provveduto a posizionare la prescritta segnaletica provvisoria (art. 83, modello II 6/a, Reg.) relativa alla segnaletica orizzontale in rifacimento, ad oggi, non ha ancora provveduto ad eseguirla;

                il mio appunto verso il Comune di Marigliano – continua il signor Aurelio Rosini -  riveste la sua importanza, in quanto, ai fini della sicurezza della circolazione stradale, mentre la corretta e puntuale realizzazione della segnaletica orizzontale ha una significativa rilevanza, l’apposizione del pannello luminoso dissuasore di velocità o rilevatore elettronico istantaneo di velocità costituisce un intervento secondario, e, quantomeno, da realizzare solo in un secondo momento, ovvero successivamente alla segnatura della segnaletica orizzontale, di gran lunga più importante;

il dosso artificiale che fu installato agli inizi di luglio, poi rimosso in vista della nuova asfaltatura del tratto di strada in questione, tutt’altro che momentaneo, visto che è rimasto per più di 3 mesi, si è rivelato un vero e proprio abuso (art. 179, comma 5, Reg.) del Comune di Marigliano, come da me prontamente segnalato, in data 07.07 c.a., al Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per la Campania, Il Molise, La Puglia e la Basilicata - Sezione Circolazione e Sicurezza Stradale - Servizio di Polizia Stradale - di Napoli (ad oggi, Il Provveditorato, pur essendo formalmente tenuto a farlo, non mi ha mai fornito riscontro, tant’è che, trascorso un mese per tale inerzia, ho provato a rivolgermi anche alla Prefettura di Napoli, in questo caso, anche in virtù del fatto che avevo saputo che la Polizia Locale di Marigliano collaborava con tale Autorità per operare il genere di intenti tesi a contrastare il verificarsi di frequenti incidenti stradali lungo la Variante 7 bis”.   

A questo punto il signor Rosini fa una precisazione riguardo alle bande ottiche  descritte e le  bande ad effetto vibratorio affermando che  queste ultime sono state installate sulla Variante:

 “ Entrambe sono contemplate dall’art. 179 del Regolamento di Esecuzione e di Attuazione del Codice della Strada (Rallentatori di velocità), laddove le prime dal comma 2 e le seconde dal comma 3; anche se le bande ad effetto vibratorio non sono “dannose” come i dosi artificiali, si rivelano comunque inopportune per l’attuale collocazione, in quanto il tratto in questione di Variante 7 bis non è interessato da attraversamenti pedonali, presenza nella zona di scuole, ovvero qualsivoglia simile circostanza che ne renda giustificabile il suo ricorso, dal momento che si tratta di un’importante arteria extraurbana il cui fine è quello di rendere il flusso veicolare adeguatamente fluido e scorrevole”;

Per quanto riguarda gli aspetti di criticità del tratto in questione di Via Variante 7 bis,  Continua il signor Rosini - in relazione ai frequenti incidenti stradali che, di recente, si sono rivelati anche particolarmente gravi, mi permetto di eccepire in ordine alla banalità della teoria secondo la quale le eccessive velocità dei veicoli, nel percorrere la medesima strada, siano l’unica causa diretta degli stessi incidenti.

Non una volta, in altre sedi (lettere su Il Mattino, relazioni inviate al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, confronti con l’ASAPS, ecc.) ho cercato di spiegare che la principale vera causa degli incidenti, in assoluto, è la distrazione alla guida.

Ipoteticamente, si potrebbe parlare di causa diretta, quella del superamento dei limiti di velocità, ma solo in quei casi in cui si tratta di velocità eccessive, laddove il sinistro è stato causato da una perdita di controllo del veicolo a causa dell’asfalto scivoloso (pioggia o macchie d’olio o di gasolio), di un’imprevedibile asperità della sede stradale (le comuni buche), di un cedimento di un importante organo del veicolo o di una componente meccanica (un pneumatico che scoppia o si fora, una rottura di una sospensione, ecc.), significando altresì:

a.            ovviamente, l’eventualità di perdere il controllo del veicolo, ovvero di rimanerne padrone, è proporzionato soprattutto alla velocità che si teneva prima del sinistro, d’altronde, un conto è gestire il fuori controllo del veicolo, che so a 50 km/h e un conto farlo a 90 o 100;

b.            se una strada come la Via Variante 7 bis reca un limite di velocità di 50 km/h orari, è pressoché scontato che, in considerazione della sua scorrevolezza, che, non per niente, si addice ad un’arteria extraurbana, dell’ampiezza della sede stradale, proprio nel tratto in questione, abbondante, in termini di larghezza, rispetto ad altri, sensibilmente più ridoti, gli automobilisti siano indotti a superare, quasi sempre quel limite (50 km/h), senza peraltro farlo in modo esagerato, che so, 70/80 km/h;

c.            nell’area metropolitana di Napoli e provincia,  - conclude  Aurelio Rosini - ma non solo, ho avuto modo di percorrere vari tipi di strade extraurbane, caratterizzate anche queste da limiti di velocità inadeguati, ovvero notevolmente ridotti rispetto a quelli previsti dal Codice della strada (art. 142, comma 1, 110 km/h per le strade extraurbane principali, 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per quelle locali), tant’è che risultano notevolmente riduttivi rispetto a quelli normalmente attribuibili a tali generi di strade; anche in queste circostanze, i proprietari e/o gestori di tali strade, attribuendo alle stesse il fattore di alta criticità per via di numerosi incidenti stradali che si verificano, si sono avvalsi della “consuetudine” di ricorrere a drastiche riduzioni dei limiti di velocità, talmente assurde da ipotizzare che, premesso che ben pochi utenti avrebbero rispettato tali prescrizioni, hanno predisposto, lungo quelle strade le postazioni fisse di autovelox, a furor di popolo poi definite quali strumenti legali da parte dei comuni per “fare cartello”.    

Vorrei/potrei aggiungere altro, ma credo di aver già reso sufficientemente bene la mia opinione”.

 

 

Nota della redazione

Quelle installate sulla Variante 7Bis sono con precisione rallentatori ottici e bande sonore che creano sia un effetto ottico (per rifrangenza) sia un effetto acustico vibratorio.

“Si tratta di dispositivi che, ai sensi dell'art. 179 commi da 1 a 3 del DPR 16-12-92 N° 495 e ss.mm.(regolamento del codice della strada) possono essere realizzati su tutte le strade, per tutta la larghezza della carreggiata. Sono realizzati mediante l’applicazione sulla pavimentazione di almeno 4 bande trasversali di materiale retroriflettente con altezza crescente nel senso marcia e di stazionamento decrescente che creano sia un effetto ottico (per rifrangenza) sia un effetto acustico vibratorio. La prima striscia deve avere una larghezza di 20 cm, le successive con incremento di almeno 10 cm di larghezza”.

 

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