Rifiuti tossici dal nord a Brusciano.

Anita Capasso

L'inchesta Bloody Money tocca i Regi Lagni. --- VIDEO ---

BRUSCIANO - Lo smaltimento illegale di rifiuti tossici nelle campagne dell’hinterland ha un nome: Mimì ‘Capa Bianca”.  Si tratta di occultare rifiuti liquidi tossici , che svaniranno fluendo dai Regi lagni al mare, attraverso un sistema di espurgo e un collettore collegato agli antichi canali borbonici. Luogo del crimine ambientale via Sant’Eucalione a Brusciano.

Qui nel cuore della terra dei fuochi e delle pecore alla diossina l’untore assicura che il metodo è collaudato e che già altre volte ha sversato rifiuti altamente tossici. La coraggiosa inchiesta di Fan Page denominata Bloody Money (soldi insanguinati) va avanti. Nel video della sesta puntata salta fuori la terra di Brusciano per lo smaltimento dei rifiuti tossici. L’untore assicura che disattiverà anche le telecamere e che non troveranno nessun intralcio.

Cosa si tratta di smaltire? 126 mila litri di inchiostro. L’equivalente di 30  cisterne cariche di liquido tossico. In cambio: 100 mila euro da spartirsi  fifty, fifty. 50 mila euro per Mimì e il resto da dividere tra i procacciatori dell’affare e il silenzio dei compiacenti. L’ex boss del traffico nazionale di rifiuti, Nunzio Perrella, dopo 21 anni di carcere, esce e conduce sui luoghi dello smaltimento illegale svelando anche i retroscena del traffico di cocaina.

“Tutti sanno e nessuno fa niente. Avevo proposto allo Stato ma nessuno ne ha voluto sapere. Ho deciso di mettere a rischio la mia vita e la mia famiglia”. L'unico interlocutore lo ha trovato  in Fan Page con cui per 5 mesi ha girato tutta l’Italia incontrando imprenditori e politici corrotti. Adesso l’ inchiesta porta appunto a  Brusciano. Nunzio contatta cosi’ un amico Aldo che per anni ha militato nelle file della camorra per l’affare droga e che si vanta di essere sopravvissuto a 4 agguati malavitosi e a due infarti.

Si incontrano in un bar di un centro commerciale e Aldo dichiara scherzosamente che proprio per essere scampato alla morte lo chiamano:”L’immortale”. Perrella vede in lui l’uomo giusto per proporgli l’affare dello smaltimento del finto  mega carico di inchiostro proveniente dal settentrione. Insieme a lui c’è ovviamente il direttore di Fan Page nelle vesti di un finto imprenditore del nord. Aldo sa a chi rivolgersi e li conduce direttamente a Brusciano da Mimì sul luogo dove dovrebbe avvenire lo smaltimento.

Si concorda anche di abbattere i lezzi con un solvente per non destare sospetti e si stabilisce che sarà manomessa anche la telecamera istallata in zona per evitare riprese compromettenti. Inoltre si fornisce anche il nome di un uomo di San Vitaliano, che della cosa non sa nulla,   intestatario delle  bolle di accompagnamento per il carico tossico al fine di eludere eventuali controlli e fare apparire l’affare pulito.

L' inchiesta è agghiacciante e dimostra come certa gente senza scrupoli calpesta  la salute e l'ambiente avvelenando per il dio denaro le campagne e il ciclo alimentare, seminando morte. Il picco di mortalità tumorali e di patologie tipiche dell'inquinamento sono il riflesso del  vilipendio ambientale.

Partendo dalla denuncia di Fan Page, bisogna fermare lo scempio. Il traffico di rifiuti e' una piovra dai tentacoli immani e trasversali che trova terreno fertile nella spregiudicatezza umana. Alla magistratura il compito di indagare e di assicurare alla giustizia gli untori.

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