Incendio di San Vitaliano, lo sconcerto vero di un lavoratore normale

Redazione

SAN VITALIANO -  “Sconcertato da lei dott. Esposito. Lei, che è un autorevole esponente di un' Associazione per l’ ambiente che mette in dubbio il lavoro svolto dal personale dell ‘Arpac, metta in dubbio anche le centraline dei vigili del fuoco che hanno riscontrato la stessa cosa.

  È  venuto il ministro e hanno attivato una centralina mobile ultramoderna. Ebbene rientra tutto nella norma. Mi chiedo,  ma lei davvero pensa che la mattina la gente va per strada per prendere in giro  le persone?  Lei che è un dipendente di una Asl lavora in questo modo? In questo momento lei sta creando confusione. Vada in procura a dire queste cose,  vada dai carabinieri del  Noe che sono di stanza allo stabilimento. Le dichiarazioni fatte sui giornali danno  visibilità,  ma a volte creano anche molta confusione.

Questo è grave. Io e personale della Regione da giorni stiamo individuando colture e terreni. Stiamo campionando di tutto. E  lei mi dice  che dove porto i campioni sono superficiali, rendono esiti analitici superficiali?  Questo che dichiarate è grave e pretestuoso verso un Ente fatto di persone. Che lavorano seriamente. E semmai chiedono il potenziamento per essere più efficienti. 

Mettere in dubbio il nostro lavoro significa mettere in dubbio il ministro, il quale ha riferito che è tutto sotto controllo. Allora questo modo di squalificare gli Enti crea paura e confusione tra la gente. Poi , se non vi sono sforamenti sulla qualità dell ‘ aria allora la situazione è questa. Altrimenti lei ci dia una risposta scientifica come medico e non supposizioni di superficialità. Quest’  evento deve essere motore di un discorso più ampio che non va disperso. Bisogna lavorare per capire cosa è successo. E  vi garantisco,  ognuno per la sua parte lo sta facendo”.

Sono le parole di un uomo mite, che lavora quotidianamente nel pubblico per la sicurezza della gente e del territorio, in risposta  al presidente dell’ISDE , che mette in dubbio i dati che l’ARPAC sta fornendo in questi giorni sulla qualità dell’aria nella zona dell’incendio.

 Una voce coraggiosa fuori dal coro, che al contrario  invoca peste e sangue sui social,  aizzato dai soliti  avvoltoi dell’ambiente. Non sappiamo se è questo il  caso. Gli avvoltoi  li senti. Li annusi. Come la puzza che ammorba l’aria  dei rifiuti bruciati in questi giorni . E la gente equilibrata lo sa.

 Non hanno un lavoro ben definito.   Appaiono improvvisamente. E scompaiono  con la stessa velocità. Hanno un  sesto senso innato che li attiva. Li allerta.  E innestano, goccia dopo goccia , il terrore nelle persone.

Non vedono l’ora che arrivi un’altra tragedia ambientale per uscire dal loro letargo . E attaccano. Urlano il loro livore. Mettono in discussioni dati ufficiali, che contrariamente usano come una clava se danno loro ragione.  Modificano informazioni acclarate per i loro scopi.

Sia chiaro che abbiamo un grandissimo rispetto  per le persone,  che si sacrificano veramente per l’Ambiente. Vogliamo, però,  in questo  momento storico, in cui ci vuole veramente coraggio per non belare come il gregge, evidenziare un contrario,   scovato in quel mare di disinformazione che è Facebook, dove le pagine dei santoni ambientalisti sono impregnate di ipocrita  attivismo ambientale, in cui  si leggono solo i voluti messaggi colmi di rabbia .

 Massimo Apice, un docile lavoratore e  un tranquillo padre di famiglia,  che ama e vive questo  territorio  come la maggior parte di noi,  contro la sua natura, non ce l’ha fatta a stare zitto. E ha risposto in modo indignato all’intervista di un medico,  che si diceva sconcertato per i dati Arpac degli ultimi giorni. Difendendo, in questo modo,  il lavoro di un intero settore, che, nonostante i tagli dei tanti governi che si sono succeduti, assicura bene o male un’ assistenza alla gente e al territorio.

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