Marigliano Mariglianella, Agrimonda: la piccola Seveso. Subito la bonifica

Anita Capasso

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MARIGLIANO – MARIGLIANELLA – Lezzi acri, resi ancora più pestilenziali dall' afa. Gente che si ammala e muore per cancro piu' che nel resto dell' Europa. Benvenuti nella Seveso di Mariglianella, anzi di Marigliano perché il problema si trova alla periferia del comune responsabile per competenza territoriale. A definirla una Seveso e' stato ai microfoni di Rai 1 l'oncologo Antonio Marfella . Chi respira le esalazioni tossiche e altamente nocive per la salute sono i poveri abitanti di via Pasubio, ex zona felix di Marigliano.

 

I cumuli di residui di ceneri combuste di fitofarmaci del deposito Agrimonda occultavano anche Ddt. Sebbene questa sostanza tossica fosse stata messa al bando, in pratica, proibita, era tra i prodotti presenti  nella rivendita dove   nel 1995 divampò un vasto incendio. A confermarlo i prelievi effettuati nei terreni  dove sono emerse tracce di Ddt.  Tonnellate di rifiuti nocivi che sono stati rimossi dopo 24 anni . Nel frattempo sono penetrati nel suolo, compromettendo l'acqua di falda e persino il terreno. Le ceneri a gennaio sono state rimosse , ma i lezzi pestilenziali restano e sono  piu' forti che mai: con l'afa incrementano la propria puzza velenosa.

Se ne sono accorti anche gli operatori e la giornalista di Uno Mattina Estate che nell'ambito di un servizio di più ampio respiro sui rifiuti in Campania hanno trattato il caso. Puzza intensa e odore così acre da massacrare il respiro e lo stomaco . La pulizia dell' area intorno al sito, messa in campo nelle ultime ore da comune, in occasione dell' arrivo della Rai , non poteva abbattere i lezzi. Il telone messo a copertura del sito dove c'erano i rifiuti non ha isolato il problema, lo ha acuito. Paradossalmente le ceneri tossiche ricoperte dalla terra davano meno problemi.

La gente si tappa il naso con un fazzoletto ma la puzza è  penetrante.  Il professore di medici per l 'ambiente Antonio Marfella, uno di quelli tosti e che le cose le dice con franchezza, parla della gravità della situazione specificando che si trattava di sostanze cancerogene che si sono infiltrate ovunque. Urge la bonifica prima che il mostro faccia altre vittime. " Temporeggiare nuoce gravemente alla salute", protestano i cittadini. La giornalista Rai chiede di chi e' di competenza il problema. La gente risponde: "Della Regione". Ma l'Ente regionale con il suo rappresentante Bonavitacola non c’è.

 La giornalista specifica in diretta di aver provato a contattarlo ma senza riscontro. La gente a microfoni spenti da' sfogo alla tensione :" Fate presto. Non fateci morire ". Non si fidano i cittadini delle parole. Chiedono le prove documentali circa l'iter procedurale della bonifica. In particolare vorrebbero acquisire gli atti relativi alla caratterizzazione e i procedimenti amministrativi per la bonifica.

"Carte e non chiacchiere, come hanno fatto in questi 24 anni. Sono tutti responsabili con i loro ritardi di disastro ambientale." La tensione è alle stelle: in gioco c'è la salute di un' intera collettività che deve fare i conti con una rimozione che ha generato non pochi problemi. I costi della rimozione appaiono devastanti. In futuro si vedrà. Parte le screening sulla popolazione nel raggio di 150 metri, ma quello che interessa e' la bonifica. Se non ora, quando?

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