Emergenza rifiuti, spunta l'ipotesi Marigliano. Cittadini in rivolta

Anita Capasso

MARIGLIANO -   Emergenza rifiuti in Campania. Ritorna l'incubo che i rifiuti possano essere trasferiti a Marigliano, come già è accaduto nelle due precedenti emergenze.

 La zona critica è quella dei depuratori di proprietà regionale dove già arrivarono le buste di immondizia  scortate dalla polizia per rompere le barriere umane che si opponevano allo sversamento.  Arrivarono tonnellate di rifiuti tal quale mascherate sotto il nome di ecoballe.

Ci furono momenti di dura tensione e scontri con i manifestanti. L'ordinanza commissariale fu superiore all' opposizione della città che in cambio ricevette un ristoro di 500 mila euro, dirottati sulla costruzione delle fogne di Miuli. Dal 30 agosto fino al 12 ottobre il termovalorizzatore di Acerra si fermerà e i rifiuti devono trovare volente o nolente una destinazione.

 Tra dieci giorni la Sapna dovrà indicare i siti di stoccaggio necessari alla Provincia di Napoli  per far fronte alla situazione . I tempi sono ormai risicati. Inizia il count down.  Sarà la conferenza di servizi che  definirà i siti temporanei di stoccaggio e del cronoprogramma per i trasferimenti dei rifiuti.

 Da più un mese  si fa insistente l'ipotesi Marigliano e la questione finì anche in consiglio comunale dove l'opposizione  ribadì la volontà di dire no ai rifiuti provenienti da fuori: Marigliano ha già dato, le montagne di ecoballe che dovevano stare li per pochi mesi sono ancora a  Boscofangone. Era il 2007. 

I cittadini vogliono le bonifiche. "Il nostro territorio non è la pattumiera della Campania. Ognuno si tenga i propri rifiuti. Vergogna".

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