Mariglianella, il difensore civico Fortunato diffida il Comune sulla questione Agrimonda

Anita Capasso

Il difensore civico, Giuseppe Fortunato della Redione Campania, ha pronta una lettera anche per il Comune di Marigliano e per tutti gli Enti coinvolti nella vicenda.

MARIGLIANELLA - “Bonificate il sito di Agrimonda dove nei terreni e nelle acque di falda sono penetrati i veleni delle tonnellate di ceneri combuste di anticrittogamici e chimici per l’ agricoltura che sono rimasti sul luogo del disastro ecologico per ben 24 anni”.

 A chiederlo è  il difensore civico Giuseppe Fortunato che ha presentato una diffida al comune di Mariglianella. Pronta anche una lettera per il comune di Marigliano e per tutti gli enti coinvolti nella vicenda.

Fortunato, chiede spiegazioni ai sindaci delle municipalità locali a seguito di un ricorso pervenuto sul suo tavolo, a firma di Ciro Tufano, residente e responsabile del Comitato Ambiente e Territorio. Si lamentano ritardi ed omissioni, e si denuncia che è in atto un avvelenamento della popolazione.

“Ci troviamo di fronte ad un’indifferenza dolosa per la salute e per l’ambiente. Intanto aumentano le neoplasie –denuncia Ciro Tufano- c’è immobilismo. Qualcuno sta assumendo il ruolo di Ponzio Pilato”.

L’incendio della rivendita di prodotti chimici per l’agricoltura si verificò nel 1995 e le scorie tossiche del rogo sono rimaste a parcheggio fino ad un anno fa, quando poi sono state rimosse. 24 anni di attesa e di battaglie giudiziarie a colpi di denunce per ottenere la rimozione. Lo scotto è stato duro.

Non si provvide nell’immediatezza a rimuoverle e i terreni li intorno presentano alte concentrazioni di pesticidi dannosi come la vinclozolina, gli organi fosfati tra cui anche il DDT, interferenti endocrini e sospetti di essere mutageni e cancerogeni. La situazione è da bollino rosso. E’ prioritaria la bonifica. L’aria continua ad essere appestata da esalazioni tossiche maleodoranti che aumentano con il maltempo.

“Non è possibile che nessuno intervenga per eliminare i miasmi pestilenziali. Viviamo qui e non abbiamo altre case – denuncia Tufano - si resta in silenzio in barba al diritto alla salute e persino al buon senso”.

I residenti denunciano che, da quando è stato posizionato un telone sul piazzale della rivendita per impedire che le acque piovane infiltrino altri agenti inquinanti nel suolo, la puzza è aumentata. Anzi il paradosso è che le piogge causano un pantano d'acqua che resta per giorni fino a che non evapora liberando miasmi pestilenziali. Dicono che i rischi sanitari sono acuiti per le emissioni in atmosfera e il rischio chimico dei composti organici volatili. Il difensore civico Fortunato chiede l’immediato intervento a tutela della salute pubblica e privata.

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