Mariglianella, hic sunt leones: la denuncia di alcuni cittadini considerati di serie B

Giuseppe Monda.

Situazione di disagio dei residenti per la mancata manutenzione della strada Via Leonardo da Vinci

MARIGLIANELLA -  L'espressione "Hic sunt leones" risale all'impero romano e veniva associata alle carte geografiche antiche per indicare zone sconosciute dell'Africa. Luoghi  ancora inesplorati, di cui si ignorava l'esistenza, abbandonati a se stessi, abitati da leoni e dunque pericolosi.

Sembra un'assurdità ma è ciò che realmente accade, ancora oggi per Via Leonardo da Vinci di Mariglianella.

Circa 40 famiglie residenti vivono in totale abbandono e nella generale indifferenza senza riuscire ad ottenere un equo trattamento rispetto ai cittadini di altre strade comunali. Una condizione discriminatoria che va avanti da 30 anni nonostante le ripetute richieste formali avanzate dai residenti al Comune.

Non è gradevole subire disparità di trattamento soprattutto quando si toccano i diritti individuali tali da sentirsi "discriminati" pur essendo in regola con i doveri al pari degli altri. Questo è quanto lamentano i residenti che da anni non riescono a venirne a capo con l’Ente comunale.

Come spesso accade proliferano le buone intenzioni e le promesse di questo o quel politico di turno che in vista delle elezioni puntualmente si impegna a risolvere il problema salvo poi scomparire dopo aver ottenuto il proprio tornaconto giustificando l'impossibilità di intervenire scaricando responsabilità nella burocrazia e pastoia della macchina comunale.

 Ma andiamo per ordine a fare chiarezza su quanto avviene in merito al perdurare dei disagi e le continue richieste degli abitanti di questa stradina di circa 100 mt di lunghezza situata a pochi metri dal centro cittadino.

E' di dominio pubblico e sotto gli occhi di tutti la condizione in cui versa la strada privata per le sue carenti condizioni strutturali che determinano disagio per la circolazione, assenza totale di manutenzione, mancanza di sicurezza dei pedoni e per le malsane condizioni igienico sanitarie che ne scaturiscono costringendo i residenti ad una penosa e incivile vita quotidiana.
Fogna, topi, blatte, zanzare, igiene carente, buche, sicurezza e assenza dei servizi essenziali sono le  evidenze che rendono insofferenti e inviperiti i residenti.

 E' opportuna una preliminare precisazione circa la discussione sull'argomento esplosa ultimamente anche per le condizioni climatiche e per il caldo afoso degli ultimi tempi e riportata anche su diversi social.
Non vi è alcuna intenzione di muovere accuse a chicchessia (funzionari o politici, tra l'altro anche amici e concittadini) né di alimentare ulteriori polemiche sull'argomento consapevoli anche delle difficoltà ambientali, amministrative, economiche in cui si opera.
L'esclusiva finalità dei residenti è quella di rivendicare e tutelare un legittimo e sacro "status" di cittadini liberi da ogni forzatura, tentativo di prevaricazione o discriminazione rispetto ad altri che godono degli stessi diritti garantiti dalla Costituzione della Repubblica Italiana alla quale tutti apparteniamo e soggetti agli stessi diritti e doveri.

Ciò non toglie che, fatta salva la loro abnegazione e professionalità nella gestione della difficile "res pubblica", si possano incontrare difficoltà o impossibilità di qualsiasi genere nella quotidiana operatività  e delle molteplici attività. Piuttosto si vuole stimolare ed invitare tutti ad un semplice ragionamento proponendo un focus su un problema e criticità che riveste primaria importanza per la salute pubblica dei cittadini, la cui responsabilità istituzionale ricade nelle funzioni del primo cittadino, dell'intera giunta comunale nonche' di tutti i consiglieri e funzionari, ai quali non sarà sfuggita la legittima richiesta dei residenti.


Ciò che stupisce invece è la mancanza di volontà politica e la scarsa sensibilità di chi gestisce la cosa pubblica verso esigenze collettive per poter adottare scelte giuste ed opportune.

In un contesto come quello già da decenni gravato, ma mai risolto, dalle carenti condizioni ambientali e sanitarie, (vedi Agrimonda, rifiuti tossici, discariche abusive, mancanza di controlli, etc ) le cui ripercussioni sanitarie e fisiche ricadono sui cittadini, non può passare inosservata, l'incuria e la strafottenza, oltre che la mancata assunzione di responsabilità per il tardivo intervento, da parte di chi amministra il comune.

Non esistono giustificazioni valide nè carenze di risorse quando si parla di salute pubblica! E' un obbligo morale e civile mostrare sensibilità e capacità di trovare le soluzioni più idonee per un problema di interesse collettivo. Le risorse economiche vanno ricercate e garantite da una corretta gestione e nell'accuratezza dei bilanci del comune ed all'occorrenza, laddove si è impossibilitati economicamente, con interventi da richiedersi con incisiva determinatezza alle superiori Autorità competenti in materia.

Questo specifico problema è solo uno dei casi che con il tempo si ingigantisce e danneggia l'intera collettività in termini di salute, sicurezza ed anche di immagine dell'Ente e di chi l'amministra agli occhi dell'opinione pubblica. Esso riconduce ad una gestione poco oculata consolidata nel tempo e ad una scarsa sensibilità verso i cittadini per la pericolosità che ne può scaturire.


Infatti il problema di cui si parla, esploso maggiormente con il caldo afoso di questi giorni, e' solo la punta di un iceberg che emerge nella sua urgente pericolosità  in determinate condizioni ma viene poi trascurato in altri momenti in cui invece è necessario provvedere alla programmazione di interventi mirati e funzionali alla soluzione definitiva. Viene da pensare ad un "modus operandi" che induce a rimandare nel tempo le decisioni ritenendo l'argomento privo di urgenza.

 Un po' di storia:  del caso specifico di Via L. Da Vinci,  si e' parlato diverse volte e a più riprese negli anni passati con il coinvolgimento anche delle precedenti amministrazioni sollecitando interventi risolutivi  per l'attuale situazione igienico sanitaria oltre che strutturale e di sicurezza pubblica. Detta strada nella toponomastica del comune è identificata come strada "privata" ma nella realtà essa è di "interesse ed utilità pubblica"  in quanto per le caratteristiche e la posizione rappresenta una via di sbocco e di collegamento da e per la via XI settembre ( gia' SS 7 bis) che collega Pomigliano a Nola con un traffico altamente sostenuto e talvolta utilizzato da tutti i cittadini dei comuni limitrofi come percorso alternativo alla normale viabilità.

Ebbene questa strada fu costruita da un privato cittadino oltre 30 anni fa, nell’ambito della bonifica e lottizzazione di una zona paludosa che i più anziani chiamavano “ 'o pantano”, fu realizzata previa concessioni delle relative autorizzazioni e licenze rilasciate dal Comune e fu dotata di marciapiedi laterali, di rete fognaria, con relative caditoie anche di una certa consistenza  e portata con collegamento alla rete fognaria generale, attualmente affidata dal Comune alla Gori SpA che l'ha acquisita e la gestisce già da anni.

Detta società ne dovrebbe gestire il funzionamento, i dovuti interventi di manutenzione  richiedendo anche i previsti contributi ai cittadini fruitori del servizio di smaltimento e acque nere delle abitazioni nelle bollette mensili che si aggiungono ai tributi comunali.
Anche gli altri sottoservizi, rete elettrica, telefonica, idrica etc. sono affidati in gestione agli altri Enti pubblici i cui interventi, per soddisfare richieste di nuove utenze, vengono autorizzati dal Comune che arroga a sè competenza e proprietà sostituendosi perentoriamente ai residenti.


Purtroppo, anche per questi servizi essenziali si riscontra analoga carenza ed assoluta inefficienza sia per il servizio fornito, in particolare la rete idrica, che per la scarsa manutenzione post intervento per nuove utenze. In quest'ultimo caso si configura, tra l'altro, l’ipotesi di un mancato controllo del committente che ha autorizzato i lavori, sulla verifica della corretta esecuzione degli stessi secondo regola d'arte effettuata dalle varie ditte. Nella realtà tali lavori risultano portati a termine con assoluta superficialità, incompletezza e con rattoppi vari del manto stradale dopo poco tempo.

Ultimo e più grave episodio è rappresentato dall'attuale  otturazione della fogna centrale  della strada causata da incuria e scarsa manutenzione per la raccolta di detriti, erbacce ed altri residui che con l'acqua piovana viene raccolta e convogliata nelle caditoie laterali e accumulata poi nella fogna centrale. Attualmente un tubo di collegamento di una caditoia risulta rotto con il conseguente ripetuto sprofondamento del manto stradale ( più volte rattoppato da qualche residente in maniera autonoma, volontaria e sommaria) per evitare pericoli alla circolazione ed ai pedoni stante anche l'assoluta mancanza di illuminazione pubblica nonché  per scongiurare possibili denunce ed addebito da parte di qualche malcapitato per occasionale incidente fisico. Si aggiunge a ciò la fuoriuscita di odori malsani dalla fogna, nella quale si annidano animali ed insetti di ogni genere che invadono le abitazioni. In quest’ultimo periodo si è assistiti ad una proliferazione di blatte di ogni colore e dimensione senza alcun intervento di disinfestazione e deblattizazione.

 Come anche altre volte in passato, nel caso specifico della otturazione della fogna, vi è in atto una diatriba tra la Gori SpA, intervenuta su richiesta per un sopralluogo, ed il Comune che reciprocamente si ribaltano le responsabilità escludendo un loro specifico obbligo di intervento di manutenzione in quando trattasi di strada "privata". Questa è la giustificazione che conduce ad una inoperosità del Comune e l'espressa dichiarazione di incompetenza operativa/manutentiva ribaltando, a sua volta, responsabilità e l'onere di intervento sui singoli proprietari della strada privata.

Insomma una strada "privata" dichiarata dal Comune di "interesse ed utilità pubblica" sulla quale grava il prelievo di tasse e altri oneri viene dichiarata "privata" allorquando si deve invece intervenire per la manutenzione ed altri servizi di pubblica utilità che nello specifico caso attuale coinvolgono sicurezza, igiene, viabilità. Lo stesso Ente dunque ne esclude la propria responsabilità ed oneri di interventi decidendo a suo piacimento quando intervenire per prelievo di tasse e tributi e quando sottrarsi agli obblighi di manutenzione e sicurezza.

Infatti, il Comune in detta strada privata:
- affida la gestione della rete fognaria ad un ente di gestione Gori;

- concede e rilascia autorizzazioni ad altri Enti pubblici e privati per lavori di altri sottoservizi pubblici (acqua, energia elettrica, metano, telefono, etc.)
- impone richieste di autorizzazioni per allaccio rete fognaria delle unità abitative, accessi e passi carrabili privati alla strada.
- riscuote tasse e tributi come rifiuti, collegamenti, accessi ed autorizzazioni varie
ma invece si sottrae escludendone la competenza per i dovuti interventi pubblici di manutenzione, spazzamento, viabilità, illuminazione, sicurezza  igiene, etc.

Sembra un'assurdità ma di fatto è la realtà.
Va aggiunto altresì che nella suddetta stradina sono presenti attività commerciali importanti ed impattanti sul traffico e sversamenti, in aggiunta alla sostenuta circolazione e sosta abusiva di veicoli in una strada divenuta" alternativa" alla variante 7 bis per accedere al centro del paese.

Ebbene, nonostante tutto ciò si continua a riscontrare la mancanza di volontà nell'acquisizione della strada al patrimonio comunale sebbene sia a pochi metri dal centro del paese e dalle sedi di amministrative, religiose, esercizi commerciali, con conseguenza di non garantire ai cittadini i servizi essenziali come per altre strade.

Una vera distinzione di cittadini di serie A e serie B in base alla loro residenza appare davvero improponibile, bizzarra e discriminatoria!!!
Solo per memoria va ricordato che la richiesta ufficiale di acquisizione della strada al patrimonio comunale fu attivata da parte di un comitato cittadino in rappresentanza degli abitanti e proprietari delle abitazioni locali già nel lontano 2011.  Sorprendentemente ne seguì una delibera di giunta con esito positivo a seguito della quale fu attivata la prevista procedura di acquisizione al comune degli atti di proprietà dei singoli privati per poter proseguire.
 Ciononostante non si e' mai più saputo niente sugli sviluppi e prosieguo di tale procedura se non una dubbia e generica giustificazione di "carenza di fondi nelle casse comunali" e conseguente ribaltamento di responsabilità e oneri di interventi a carico dei privati.

L'iniziativa di alcuni tenaci ed esasperati abitanti della strada sta formalmente riproponendo al Comune dopo 12 anni di riattivare tale procedura al fine di ottenere benefici per tutti ed anche un  positivo ritorno di immagine per la giunta comunale e l'intera collettività di Mariglianella. E' auspicabile che con un po' di buona volontà e senza altri inutili e insostenibili alibi si possa programmare in tempi brevi una tale attività per far fronte ad un legittima richiesta e concreta esigenza dei cittadini ai quali occorre garantire la stessa considerazione riservata a quelli di altre strade cittadine.  Si, perche' è deprimente e degradante vedere occasionalmente circolare per le strade adiacenti spazzatrice e mezzi per lavare le strade o disinfestazione con "esclusione" della detta stradina privata.

E’ altresì mortificante per tutti e non depone bene a favore di nessuno dover fare richiesta di intervento "a titolo di piacere personale" a questo o quel assessore o politicante salvo poi sentirsi richiedere in cambio un sostegno elettorale all'occorrenza.

“Vigileremo sugli sviluppi ma questa volta non arretreremo di un centimetro –dichiarano i residenti- utilizzando tutti gli strumenti consentiti dalla legge per far valere e tutelare anche nelle sedi competenti i nostri diritti soggettivi”. E ancora aggiungono –“ Sarà rifiutato qualsiasi tentativo di speculazione della vicenda per scopi elettorali, come puntualmente è stato fatto nelle molteplici tornate elettorali da questo o quel politico, solo per attirare consensi elettorali senza poi alcun impegno concreto per la soluzione del problema”.


Va ricordato, infine, che l'otturazione della fogna centrale che non consente di assorbire le acque piovane e quelle nere rappresenta un serio problema per le abitazioni e i locali sottoposti rispetto al livello stradale in caso di eccezionali piogge per i possibili allagamenti. Ciò potrebbe portare ad una calamità enorme per i cittadini già privi di servizi di cui innanzi. In tale scongiurata evenienza si configurerebbero pesanti responsabilità anche di natura penale a carico dell'Ente e dei funzionari competenti.

Questo è quanto riferito e riportato dai residenti  per chiarezza e a beneficio di tutti .

 

 

All. foto dello stato dei luoghi

 

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