SVUOTARE LE PAROLE

Vito Lombardi

È il tronfio tentativo della politica accattona; quella serva, senza merito e senza responsabilità; quella ipocrita, che a parole difende il valore della famiglia, mentre nel privato se ne mangia il vivo cuore; quella incapace, che, invece di governare bene e con giustizia, "inciucia";

quella vigliacca, che confonde l'educazione per debolezza e la cortesia per vezzo; Quella venduta al culto del vitello d'oro, che non conosce il rispetto della parola data e la vergogna somma del fallimento.

Questo è l'obiettivo della politica avariata a Marigliano, che non consente critiche al suo operato: "Svuotare le parole". Scrive il nuovo talento della letteratura moderna Roberto Saviano: " La verità delle parole nel nostro tempo si paga con la morte. … Sopravvivere a una verità della parola significa sminuire la verità. Una verità della parola porta sempre a una risposta del potere se è efficace. Il potere è una parola generica e sgualdrinesca. Potere istituzionale, militare, criminale, imprenditoriale… E la prova del nove per aver colpito al cuore è esserne colpito al cuore. Una reazione uguale e contraria. E feroce".

Ecco, Marigliano.net, in questo scempio autentico, soffocante e presente è l'inaspettata verità della parola. Semplice, schietta, ironica, ma verità attenta e perspicace. Un'informazione scomoda, perché non di parte, pluralista, senza inchini, senza intrallazzi, senza padroni, senza secondi fini. Che ha colpito al cuore dell'improvvisazione, dell'ignoranza e degli interessi. Che ha colpito al cuore di quella classe politica per cui un furbastro, un imbroglione, un usuraio, un camorrista, purché sia ricco, vale, o conta, di più di un galantuomo.
E per questo è pericolosa. E per questo deve essere colpita. Con ferocia.

Infatti la politica, quella senza pudore, quella ossequiata da abietti e marciume, che esiste solo perchè, in gran parte di un paese bigotto e vile, la stupidità sociale e la malignità sono l'humus su cui proliferano e attecchiscono le peggiori erbacce, ne tenta di svuotare le parole. Con ogni mezzo…

In questo periodo gira una vignetta: ne ha ricevuta una anche Marigliano.net. Non si capiscono bene i personaggi, ma devono essere noti, importanti. Si parla di una "Giulietta", che ha parenti da sistemare, di un Romeo. Si parla, quindi, di un amore contrastato. Sarebbe vile pubblicarla.

Non lo sarebbe, però, per quella gentaglia che gioisce delle torbide e segrete miserie individuali, con le quali ha sorrisi che illuminano a guizzi la propria evitata armonia, definitiva e pura; con le quali placa l'arido scorrere della propria vita morsa da urlati silenzi; con le quali crede di celare i propri antichi e vivi scheletri, che si agitano ansiosi nei cupi armadi; con le quali crede di screditare le persone perbene.
Quella gente sconcia, senza nome e senza garbo, che gode nel guardare dal buco della serratura la vita degli altri, chiudendo gli occhi, ad arte, sui propri fallimenti e sulle proprie malcelate turpitudini. No. Per loro sarebbe gustoso.

Sarebbe facile parlare di un Romeo, che elemosina l'amore di una "Giulietta", dandole una "stanzetta ammobiliata" nelle pieghe più profonde della propria famiglia. E che, di questo atto bestiale e disgustoso, invece di inorridire, si vanta. E che, per questo, si crede uomo.

Sarebbe facile srotolare un immenso striscione di risposta, a mo' dei tifosi napoletani nella curva dello stadio Bengodi di Verona, con la famosa scritta…!!!

Sarebbe facile, infine, evidenziare, che, chi è condannato a pagare per avere; chi è condannato a navigare in mari torbidi; chi si nutre, in questo mare olezzante di ignominia, di numerose specie di Pesci avidi dai perfidi occhi, che in questa melma, opulenti, vivono e si moltiplicano beati e che, dimentichi del proprio pregio, accettano che l'infamia e l'attività più antica del mondo, quella del "do ut des", sia esempio di vita per i propri nati; chi permette a una Giulietta di sistemare un po' di famiglie di suoi familiari per "amore", non è un uomo.
È una Parodia. E non solo di un uomo.

Ma, questo, è un modo di fare che non ci appartiene. E lo lasciamo volentieri a chi non ha argomenti per salvare la faccia. Di una cosa, però, siamo sicuri: saremo sempre qui per sottolineare i pregi e le mancanze del potere, per informare sulla res pubblica e sulla sua gestione. È un nostro diritto. E lo faremo con serietà, correttamente e senza condizionamenti. Ma, soprattutto, lo faremo senza farci intimidire da nessuno, tanto meno da una donnetta, dalla sua ancor più squallida corte e dal suo saltimbanco…

È facile dare in pasto alla plebe, ne va ghiotta, le pochezze morali: Marigliano ne è piena! Basta ascoltare. E anche io, se indotto, dove esse albergano risapute, ma velate dal rossore della vergogna, so illuminarle e firmarle. Senza sentirmi un eroe però.

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