MARIGLIANO: LA NECROPOLI POTREBBE ESSERE DI ORIGINE SANNITA

Loredana Monda

Quando è trapelata la notizia della presunta esistenza di una necropoli in via Sentino, un gruppo di esperti, coordinati dal funzionario Giuseppe Vecchio della Sovrintendenza archeologica, si è recato a Faibano.

Gli esperti hanno avuto modo di vedere da vicino, ad occhio nudo, alcuni reperti. Attraverso il sopralluogo, oltre ad aver notato, come attestano d'altra parte alcune fotografie in nostro possesso, elementi che sembrano parti di ossa umane, hanno adocchiato anche pezzi di cornici, manici di anfore, pezzi di utensili di uso comune.

Pare che ritengano che forse qualche informazione utile a risalire al periodo di edificazione o alle popolazioni che ne sono state artefici può essere tratta dal tufo utilizzato (praticamente i massi grossi in colore rossiccio che si notano in quantità), come dalla struttura complessiva di ogni singola tomba.

Sembra che alcuni elementi possono indurre a ritenere che ogni tomba completa possa avere una struttura a cassa, vale a dire delimitata da grossi massi in tufo, con al centro il cadavere e intorno per le donne preziosi e utensili, per gli uomini parti di armature e armi. Se la necropoli esistesse, se accertamenti mirati ne confermassero la presenza con il tempo si potrebbe anche pervenire a nuove informazioni sulla storia delle origini della città.

I testi che si soffermano sulle origini di Marigliano, la identificano con un accampamento romano impiantato da Fabio Massimo. L'eventuale origine sannita della necropoli potrebbe anche far prendere in considerazione l'ipotesi di una battaglia consumata proprio in zona tra le due popolazioni. Mentre gli esperti controllano reperti trovati in un'area presso la quale i lavori di realizzazione delle opere di infrastrutture del primo e del secondo stralcio del piano degli insediamenti produttivi sono stati bloccati, non una sola persona afferma che l'insediamento sia stato portato alla luce nelle settimane antecedenti all'intervento della stampa.

Più di una persona sostiene che sia stata notata una processione di gente che andava a mani vuote e tornava a mani piene. Parlano di oggetti di materiale vario, finanche rame. Parlano anche di elementi dalla forma particolare e dal significato propiziatorio. Riferiscono della possibilità che siano state smantellate circa una ventina di tombe in orizzontale e in verticale, fatte a stratificazione, che potrebbero essere state, quindi, al contempo etrusche, sannitiche, romane. I pezzi trafugati potrebbe essere tuttora sul territorio.

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