ESISTE LA SINISTRA DEL FUTURO?

Caterina Stellato

Scusatemi se non mi sono per nulla meravigliata dell'esito delle elezioni; perdonate la mia arrendevolezza davanti alle urne e il mio scarso interesse per la nascita del nuovo governo; vogliate sorvolare sulla mia mancanza di apprensione per una sinistra che spoglio dopo spoglio, scheda dopo scheda veniva sconfitta senza mezzi termini. D'altronde, cosa mi sarei dovuta aspettare?

Non sono una veggente ma immaginavo che il Popolo della Libertà avrebbe stravinto e che Berlusconi avrebbe rappresentato la nuova era di un paese schiacciato dai suoi stessi problemi. L'ho ipotizzata questa ventata tutta di destra, che mai come ora spira più forte, e soprattutto ritengo che ce la siamo cercata.

Chi scrive per un giornale, anche solo per diletto e senza possedere titoli o credenziali accreditate, non dovrebbe mai esprimere il proprio parere politico ma rimanere nell' obiettività, scrutare da lontano e commentare con gelida freddezza. Ma io non ce la faccio, non ne sono capace.

La sinistra Prodiana, quella che è salita a Montecitorio con un esiguo vantaggio di voti e una maggioranza risicata, quella che ha lottato durante tutto il suo mandato per non essere travolta dai ricatti degli estremisti, quella che si è barcamenata tra equilibri precari e triti giochi di potere; quella che ha fatto cadere un governo, già instabile, ad opera (sembra) di un particolarmente famoso ministro della giustizia (il genio dell'indulto) insomma quella sinistra che ci ha delusi, amareggiati, fatti vergognare, cosa sperava di ottenere? Credevano davvero che gli italiani si sarebbero scordati d'un tratto delle tasse, del carovita, di munnezzopoli?

Ma come si spiega il fatto che fin quando si tratta di opposizione, di guerra contro Silvio, di partiti del Vaffa e di continue recriminazioni siamo in prima fila e sembriamo pronti all'attacco ma poi, quando tocca farsi sotto e prendere decisioni in prima persona, quando finalmente otteniamo un po' di fiducia, quando insomma tocca a noi facciamo solo pasticci?

Sappiate che con questo atteggiamento, con questa scarsa coesione e continuità non si va da nessuna parte. Avete sognato, dico avete e non abbiamo perché stavolta non c'ho creduto nemmeno io. Ed io non sono ne una politicante ne un'opinionista, sono una cittadina qualsiasi, una di quelle che dovreste conquistare a suon di promesse mantenute, una che magari crede alle valide alternative, che vorrebbe il cambiamento ma che ora, purtroppo, non riesce proprio a vederlo.

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