MARIGLIANO: ECCO I MOTIVI DEL NON VOTO

Sebastiano Perrone

Caro Sario, l’altra sera ci siamo intrattenuti su questo tuo ragionamento. Vedi, anche se hai ragione dal punto di vista della funzionalità della legge, chi come me ha deciso di astenersi o meglio non votare, l’ha fatto alienandosi l’ultimo diritto concesso: il voto. Voglio essere cittadino nella sua totalità, nella sua più alta e nobile accezione, e pretendo rispetto lo stesso che è dato ad un cittadino del Nord.

Troppe volte noi che viviamo al Sud siamo visti dal resto d’Italia come cittadini di uno stato minore, ed è vero. Spesso ci si accusa di non essere sufficientemente civili da opporci alla Camorra, di non far valere i nostri diritti.

Da quando è scoppiato questo terremoto che chiamano emergenza, io come tanti siamo stati scossi nel profondo, ed è scattato in noi un senso di ribellione, che non nasce dal puzzo della monnezza, ma ha radici più profonde. Ricordiamo entrambi avendolo vissuto direttamente un altro momento della nostra storia mariglianese quando nel 2001 per un sito di trasferenza tutta la città si ribellò alla determinazione dell’allora commissario Bassolino. Dopo 7 anni è ritornato in noi lo spirito battagliero. A differenza di allora, oggi siamo stati profondamente offesi, non dalla camorra, ma dallo Stato che ha usato le forze dell’ordine per imporre con mano militare le proprie decisioni che riteniamo scellerate, con metodi non differenti dai primi. Le istituzioni sorde alle nostre ragioni, hanno tutte fatto quadrato intorno a De Gennaro, ivi compreso la stampa che ha taciuto, come l’ha fatto la mia amata Chiesa.

Come estrema ratio ci siamo rivolti al Garante della Costituzione, il nostro presidente, presidente tra l’altro anche del CSM, per appellarci a lui, alla sua persona al fine che intervenisse per darci conforto, per ripristinare quella legalità che riteniamo lesa da tante istituzioni, quegli abusi che la magistratura fa finta di non vedere e non sentire. Anche il Presidente ha ritenuto di lavarsene le mani, richiamandoci al valore civile del voto, dimenticandosi che prima della democrazia e delle sue forme c’è il valore più alto nell’ordine dei valori umani, la vita e la salute umana. Non vivo di ricordi, ma mi chiedo cos’avrebbero fatto in questa situazione (senza voler offendere l’attuale presidente) altri presidenti del calibro dell’amato Sandro Pertini, per ritornare troppo indietro ai padri della patria come De Gasperi.

Le istituzioni le fanno gli uomini, e tanta umanità abbiamo perso in questi anni. Lo so che concorderai con quanto sto per dire, ma era meglio prima con tutti i limiti della prima repubblica. Non sono un nostalgico, ma cosa è diventato il nostro sistema democratico. Se da un lato si è garantita la governabilità, dall’altra abbiamo perso la rappresentatività, per cui il territorio ed i popoli non hanno più rappresentanza e con essa diritto di cittadinanza nel parlamento. Si è perso l’ascolto del territorio, e la politica è diventata avulsa dalla società, un mondo a sé che vive per se stesso e per i propri bisogni. I leader politici sono diventati simili alle star, non vale più la loro capacità oratoria, e il loro parlare dei problemi oltre che saperli affrontare, il loro saper incontrare la gente vale invece l’immagine e la popolarità, e come le star fuggono la gente, perché il centro della politica sono loro, non la cittadinanza…

Ritengo la nostra partecipazione solo formale alla democrazia, e non esagero nel dire che in Italia vige un sistema dittatoriale larvatamente democratico. Sei libero di scegliere chi han deciso devi scegliere, e non puoi uscire da certi canoni perché la musica è all’interno di uno spartito già scritto. Sei chiamato a giocare una partita in cui non hai nessuna possibilità di vincere. E c’è chi vuole convincerti che sei importante per il gioco, che senza di te non è bello né avvincente, che sei quasi determinante, ed essenziale. Dinnanzi a questa prospettiva decido deliberatamente che è meglio non giocarla questa partita, che la mia libertà si esprime nel dire il mio no, non ci sto. Voglio fermare il gioco e riscrivere le regole, se vogliono giocare…

Sebastiano Perrone
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