INCENERITORE ACERRA: DOPO IL DANNO LA BEFFA

Redazione

 

Insistenti voci di stampa davano per certo l’avvio per oggi dell’inceneritore di Acerra. Lo stesso Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aveva annunciato la sua presenza nella nostra città per l’accensione dell’impianto: lui, moderno tedoforo, avrebbe acceso la prima caldaia fra gli applausi dei presenti e la riconoscenza dell’Italia intera.


L’inceneritore di Acerra, nonostante la fretta di questi mesi, è ancora lontano dall’essere completato. È un impianto pericoloso, altamente inquinante, che non rispetta le prescrizioni della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale e non offre alcuna garanzia, totalmente privo di una rete di monitoraggio e dei collaudi necessari. Era e resta un ferro vecchio, altro che gioiellino, costruito da una società sotto processo per truffa aggravata ai danni dello stato come la FIBE.


Se mai partisse, questo impianto sarebbe da chiudere immediatamente per il grave e irreparabile danno all’ambiente e al territorio campano già epicentro dell’emergenza diossina e dell’emergenza rifiuti tossici.
A questo enorme danno che si sta perpetrando sul nostro territorio, dobbiamo aggiungere anche la beffa di una inaugurazione farsa, di una passerella mediatica che vuol far credere che l’emergenza rifiuti è finita ed è definitivamente dietro le spalle. I campani sanno bene che così non è e che, mentre la raccolta differenziata continua a non decollare, nell’interesse di chi dovrà bruciare tutto e guadagnare con gli incentivi milionari sottratti alle fonti rinnovabili, la nostra regione continua ad essere disseminata di discariche abusive a cielo aperto senza all’orizzonte nessuna seria e credibile attività di bonifica e messa in sicurezza dei territori.


Eravamo pronti ad accogliere il Presidente Berlusconi con una protesta ancora una volta civile e democratica per illustrare le nostre ragioni. Le ragioni di chi non vuole arrendersi ad una deriva antidemocratica, che vieta ogni dissenso e che tiene all’oscuro le popolazioni da quello che sta avvenendo senza alcuna forma di partecipazione e controllo nei cantieri dell’inceneritore e delle mega discariche guardate a vista dall’esercito. Il sottosegretario Bertolaso continua a ripetere “mo ‘vveco io” e a non dare i chiarimenti e le garanzie ai cittadini allarmati e ad ignorare le nostre ragioni. Le ragioni di chi difende il proprio territorio e la propria salute contro gli interessi dei grandi industriali e delle lobby finanziarie che hanno puntato sull’affare rifiuti in spregio ai diritti delle popolazioni.


La tensione resta alta in città contro questo atto di sopruso. Saremo pronti ad accogliere Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso per la loro passerella, per la beffa che si preparano a fare, dopo il danno, ad Acerra e all’Italia intera, con un impianto catorcio spacciato per un gioiello della tecnica e per un’emergenza nascosta e lontana dalla soluzione. Intanto domani saremo a Roma insieme a quanti da tutta Italia hanno deciso di non arrendersi e continuare a denunciare la “truffa” dei sussidi all’incenerimento, perché sia restituito quanto indebitamente sottratto dalle tasche dei cittadini a discapito delle vere fonti rinnovabili e ribadire il no all’incenerimento dei rifiuti, il si’ alla loro riduzione, il si’ al riuso e al massimo sviluppo delle raccolte differenziate assumendo le “buone pratiche” del porta a porta e del trattamento meccanico biologico del “residuo” accompagnato da uno sforzo di riprogettazione industriale di beni e merci che non sono riciclabili/compostabili.


Comitato Contro il Megainceneritore di Acerra
Donne del 29 agosto

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