Marigliano, PUC: troppo cemento, la Provincia lo blocca

Redazione

Il PD: dal 21 dicembre silenzio assoluto

  MARIGLIANO. Piano regolatore al palo. “Non toccate i suoli agricoli. Basta col cemento". La Provincia respinge il PUC. Il Comune dovrebbe adeguarsi alle prescrizioni, ma a più di 40 giorni dalla nota negativa della Provincia tutto tace. A denunciarlo è il PD che parla di ritardi e omissioni da parte dell'Ente locale. "L’Amministrazione non si avventuri in folli atti di forza -denuncia su un manifesto il Partito Democratico - contro le norme vigenti, per approvare un piano inapprovabile che aprirebbe la strada solo alla speculazione, raggirando gli incolpevoli cittadini".

L'indice è puntato contro la cementificazione prevista dallo strumento urbanistico adottato dal Palazzo di Città. Sono 920, infatti, gli alloggi previsti in più rispetto al fabbisogno reale, che non sono sfuggiti al controllo da parte della Provincia. Il PD, però, non ci sta:"L'Amministrazione recepisca tutte le osservazioni sollevate dalla Provincia per approvare un PUC che sia strumento di governo legale e trasparente e che non intacchi il già precario equilibrio sociale e territoriale".

Il nuovo PUC, infatti, dovrebbe passare al vaglio del Consiglio Comunale per l'approvazione entro fine mese, ma i consiglieri comunali d'opposizione dalla data della bocciatura della Provincia avvenuta a dicembre, non sono stati più informati di niente. "Silenzio assoluto", dicono. La segreteria del PD teme che la Giunta con una forzatura lo approvi bypassando le linee guida della Provincia. Da qui la campagna di sensibilizzazione per informare la cittadinanza della vicenda, che peraltro era stata sollevata anche dal presidente del Consiglio Comunale, Michele Cerciello, il quale in più di un'occasione aveva puntato l'indice contro le famose zone agricole rese edificabili a macchia di leopardo per fare spazio alla grande distribuzione. "Chi si vuole favorire? - tuona Cerciello dalla maggioranza- così si ammazza solo il piccolo commercio locale favorendo interessi personali". Interessi denunciati anche dal PD tramite una serie di osservazioni mai accolte.

Nel frattempo ad accendere di nuovo le polemiche è stata la clamorosa decisione della Provincia, che è arrivata dopo aver riscontrato tutta una serie di errori procedurali e dati in contrasto con quelli Istat. Il nuovo strumento urbanistico si infrange, infatti, sulla verifica di coerenza in quanto dal Palazzo di Città si sono basati sui dati dell'ufficio anagrafe e non su quelli dell'Istat, come prevede la normativa. Dati che hanno permesso un fabbisogno superiore di 12.567 alloggi rispetto a quello calcolato con i dati Istat il quale risulterebbe di 11.647. In pratica 920 alloggi in più. Tecnicamente si tratta di contrasti nelle tavole tecniche e negli elaborati grafici, mancanza di riscontro nelle norme di attuazione, standard urbanistici troppo elevati che rendono sovradimensionato il piano urbanistico, impedendo di fatto un regolare sviluppo del territorio e non garantendo una sufficiente qualità di vita della popolazione.

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