Casamicciola, rinviati a giudizio per la costruzione della caserma della Guardia Forestale

Redazione

Tutti rinviati a giudizio i protagonisti della costruzione della caserma della Guardia Forestale a Casamicciola che portò all'abbattimento di una parte della pineta di Casamicciola.

CASAMICCIOLA  - Giosi Ferrandino, Silvano Arcamone, Liviana Buono, Domenico Parracino e Donato Carlea, all’epoca dei fatti provveditore interregionale alle Opere Pubbliche per la Campania e il Molise sono stati rinviati a giudizio per la costruzione della Caserma del Corpo della Guardia Forestale per la cui realizzazione è stato devastato un pezzo di pineta nel cuore del bosco della Maddalena.

Il 14 ottobre si terrà la prima udienza dinanzi al Tribunale di Napoli, giudice Russo. L’indagine che ha portato al rinvio a giudizio è guidata dal pm Ugo Miraglia. La Procura di Napoli ha contestato agli indagati una serie di reati che vanno dalla alla falsità ideologica, alla distruzione di bellezze naturali. L’ipotesi dei magistrati è che per aggirare i divieti di edificazione sull’isola sottoposta a vincoli paesaggistici abbiano dato il via ai lavori di costruzione della caserma su una particella catastale diversa da quella che era stata originariamente destinata dal Comune.

"Questa vicenda è la madre di tutte le battaglie contro l'abusivismo di Stato. Appena io terminai il mio mandato di assessore provinciale all’ agricoltura e alla forestazione – denuncia il membro dell’esecutivo nazionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli – cominciarono a realizzare nel 2009 questa nuova caserma grazie all’immediato consenso che fornì l’ allora neo presidente della Provincia Luigi Cesaro che stranamente annullò le deleghe del mio assessorato avocandole a sé.

I lavori una volta iniziati furono bloccati ben due volte dall’ allora Sindaco del comune ischitano Vincenzo D’ Ambrosio e da noi Verdi che arrivammo anche ad incatenarsi per fermare lo scempio. Alla fine il Tar diede per ben due volte ragione ai ricorrenti ed il cantiere, dove purtroppo era avvenuta una vera e propria devastazione ambientale, fu sequestrato dalla Magistratura. Una caserma di decine posti letto compresa la foresteria ed un’ area sauna per una stazione della Forestale che conta appena una decina di uomini: il sospetto era che, in realtà, la struttura sarebbe finita per accogliere ospiti importanti, come un albergo".

 

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