Marigliano, rapina nella villa di un noto imprenditore di Faibano

Redazione

Il noto imprenditore de 'O sole 'e Napule rapinato e picchiato brutalmente

MARIGLIANO - “Aiuto, aiuto stanno ammazzando papà”.  Il piccolo Alfonso, 4 anni,  grida in preda allo spavento. Suo  padre era appena uscito sull’uscio di casa,  quando è stato assalito da 4 persone,  che indossavano tute nere e passamontagna, stile Diabolik. La mamma gli dice è un gioco e lui replica: “Sono arrivati i Ninja?”.

Francesco Calabria,  noto imprenditore del settore agroalimentare, socio dell'azienda “ ‘o Sole  ‘e Napule”, è nella sua villa di Marigliano.  Esce fuori alle 20:15 per dare da mangiare ai cani. Fa appena in tempo ad aprire la porta quando quattro individui gli saltano addosso. Gli danno un calcio in testa procurandogli un ematoma alla tempia, una microfrattura al setto nasale ed ematomi vari. Gli strappano anche una enorme ciocca di capelli.

Nell'assalto Francesco si accascia a terra: uno degli assalitori  lo tiene fermo con la gamba e ad ogni suo tentativo di ribellione lo schiaccia sempre di più col piede. Non riesce a muoversi, ma poi d’impeto raccoglie tutte le sue forze e si alza. Ma viene preso a calci in testa e spinto all’interno. La violenta colluttazione  dura circa 15 minuti. Francesco urla per attirare l’attenzione della moglie, che nel frattempo prende il telefono e lancia l’sos ai suoi cognati,  che abitano poco distante.

 Parte anche la telefonata ai carabinieri. Due assalitori entrano in cucina e dicono alla giovane moglie, che sta cullando la sua bambina di pochi mesi, di non preoccuparsi e di stare ferma. Hanno l’accento romeno.  Poi abbandonano il campo. E’ passato troppo tempo e il piano è saltato. Rinunciano a svaligiare la villa. Temono di essere scoperti. Oramai l’allarme è stato lanciato. Scappa la gang da dove è venuta, attraverso le campagne,  portando via le chiavi di casa e il telecomando.

 Francesco è terrorizzato e allo stesso tempo anche arrabbiato. “Lo Stato non  ci tutela, manca un raccordo tra i vari corpi di polizia – afferma Francesco - ho il porto d’armi, ma non bisogna farsi giustizia da soli”. Non crede nel popolo sceriffo l’imprenditore mariglianese,  ma nella costituzione di una task force per la sicurezza. A sostenerlo ci sono anche i fratelli, che stanno dormendo con lui: hanno anche loro il porto d’armi.

 Nella villa poco dopo arriva pure il vicino, Raffaele Caliendo, che dorme con un fucile a pompa: ha già subito 4 rapine e non intende subirne più. Intanto arrivano  sul posto la polizia scientifica e i carabinieri, che  fanno tutti i rilievi del caso. Francesco Calabria viene portato in ospedale con una prognosi di 15 giorni.

Un altro assalto, la settimana prima,  l’imprenditore e i fratelli lo avevano già subito nell ’azienda in località Pip. E' un vero e proprio accanimento, per cui Francesco è convinto che la gang abbia individuato la sua villa su Google Map e per questo lancia un appello per fare oscurare dal motore di ricerca le costruzioni finite nel mirino a più riprese.

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