Tangenziale di Napoli, appalti truccati a favore della camorra: sei indagati

Antonio Franzese

Tra gli indagati un cittadino di Marigliano

NAPOLI - Sono sei in totale le persone sotto inchiesta nel blitz effettuato stamane dai carabinieri: 5 sono finiti in manette (4 ai domiciliari), mentre c'è anche un indagato a piede libero. Si tratta di Agostino Chisari, l'ex amministratore delegato della società Tangenziale di Napoli Spa.

Il clan dei casalesi aveva messo le mani sugli appalti della società di Napoli. Emerge da un’inchiesta dei pm Catello Maresca e Maurizio Giordano, con il coordinamento dell’aggiunto Giuseppe Borrelli.

I reati ipotizzati, a vario titolo, sono turbativa d’asta e intestazione fittizia di beni, aggravati dalla finalità mafiosa. Le indagini sono state delegate ai carabinieri dei Ros e del Noe, coordinati rispettivamente da Gianluca Piasentin e Fernando Maisto.

I carabinieri del Noe di Caserta e del Ros di Napoli, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare a carico di 5 persone indagate per turbativa d'asta con aggravante mafiosa in relazione a gare d'appalto per la manutenzione del tronco autostradale della Tangenziale di Napoli per un valore di 1,6 milioni di euro. Si tratta di un imprenditore ritenuto vicino al vicino al clan dei Casalesi, due suoi figli e di due funzionari della Tangenziale di Napoli Spa.

Per quattro persone sono stati disposti i domiciliari, e per una il carcere. Ai domiciliari sono finiti due funzionari della Società Tangenziale di Napoli Spa, Francesco Caprio, tecnico di gestione dei contratti, e Paola Ciccarino, addetta alla segreteria dell’unità affari societari e legali della società, che avrebbero agito fraudolentemente nella formazione degli atti di gara al fine di favorire l'impresa edile CO.GE.PI srl dei fratelli Piccolo, ritenuti vicini al clan Zagaria.

L'unica misura in carcere ha riguardato l'imprenditore ritenuto titolare di fatto della Cogepi, Antonio Piccolo, già detenuto dopo essere stato arrestato due anni fa nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Napoli sui lavori della metanizzazione eseguiti in Campania dalla Cpl Concordia.

Ai domiciliari poi sono finiti i figli poco più che ventenni dell'imprenditore, Michele e Iolanda Piccolo, che rispondono di intestazione fittizia di beni, risultando come i formali proprietari della Cogepi. Quest'ultima, fu creata nel luglio 2013 e assorbì la Coigas Srl di Antonio Piccolo e la Agm Costruzioni Spa di Giovanni Piccolo, fratello di Antonio, deceduto nel settembre 2015. Il Ros ha sottoposto a sequestro preventivo quote sociali della Cogepi per un valore di 700mila euro.

Ecco i sei indagati:

Antonio Piccolo (1965) Casapesenna, carcere (già detenuto);

Francesco Caprio (1967) Marigliano, domiciliari;

Paola Ciccarino (1966) Napoli, domiciliari;

Michele Piccolo (1993) Casapesenna, domiciliari;

Iolanda Piccolo (1990) Giugliano, domiciliari;

Agostino Chisari (1957) Milano, indagato a piede libero.

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