Federico II, 60 professori indagati per doppio lavoro. Troppi soldi in busta paga

Antonio Franzese

La Finanza in cinque Dipartimenti. s’indaga sui docenti a tempo pieno che svolgono altri lavori

NAPOLI - Cinque facoltà e sessanta docenti: l’università Federico II è finita nel mirino della Guardia di Finanza di Napoli e della Corte dei Conti della Campania che stanno indagando su doppi e tripli incarichi dei professori assunti a tempo pieno.

Costoro avrebbero svolto più incarichi senza aver avuto l’autorizzazione dell’Ateneo. Un altro ciclone, dunque, si abbatte sull’Università pubblica più antica d’Italia dopo le accuse di corruzione a 7 docenti. 

I militari, coordinati dal colonnello Pirrera e dal comandante del Nucleo Giovanni Salerno, hanno esaminato gli uffici dei dipartimenti di Giurisprudenza, Ingegneria, Medicina, Architettura e Scienze Politiche alla ricerca degli elenchi dei docenti che sono stati assunti a tempo indeterminato.

L’elenco sarebbe lungo: si tratta di docenti che sono assunti a tempo indeterminato con la clausola “del lavoro svolto in esclusiva” presso l’Ateneo, ricevendo in busta paga anche una maggiore indennità proprio per questo lavoro esclusivo.

Eppure sembra che questi docenti abbiano svolto altri lavori paralleli a quello di professore universitario: avvocati, consulenti ministeriali ma anche ingegneri per agenzie automobiliste, tra le attività svolte al di fuori della Federico II.

Dunque, il docente per svolgere qualsiasi altro tipo di attività, anche se si tratta di una consulenza, deve comunicarlo all’Ateneo obbligatoriamente, come deve fare lo stesso l’ente pubblico o privato o la società che assume temporaneamente il professore. Se fosse accertato, il danno per la Federico II sarebbe enorme così come per le casse dello Stato.

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