Marigliano, nonno si rompe il femore. Il 118: non ci sono ambulanze, dovete aspettare!

Redazione

--- VIDEO DELLA CHIAMATA ---

MARIGLIANO - Un bruttissimo episodio di malasanità si è verificato domenica mattina intorno a mezzogiorno a Marigliano. Una persona anziana è caduta fratturandosi il femore. I familiari hanno chiamato il 118 per un pronto soccorso, ma dopo avere aspettato 40 minuti dell’ambulanza nemmeno l’ombra.

I familiari hanno richiamato il 118, registrando la chiamata. Quello che ascolterete fa venire i brividi. Badate, non perché l’operatore sia sgarbato nel colloquio, ma per la verità, che emerge cruda, sulla condizione pietosa della sanità campana. Un territorio così vasto come quello del nolano e vesuviano è servito da solo 4 ambulanze. E’ una cosa che ha dell’incredibile.

Di chi è la colpa se noi al sud , in provincia di Napoli, abbiamo un servizio sanitario da terzo mondo? C’è qualcosa che deve essere rivisto, seriamente. In ambito sanitario in questi anni, ma soprattutto negli anni passati, i principali attori, che danno servizi da terzo mondo, si sono ingrassati sulla pelle della povera gente.

Oggi, però, si taglia nella sanità. No, non sui privilegi. Non sui guadagni per la cura dei disabili. Non si effettuano tagli ai farmaci. Non sulle tariffe vergognose di una visita specialistica, che solo pochi eletti si possono permettere. Ma si tagliano ospedali, posti letto, pronti soccorso, si effettuano tagli alla qualità del servizio, ecc. Di chi è la colpa?

Della politica che decide tutto. Le nomine nei posti che contano,  nelle Asl, le carriere dei medici, ecc. , sono basate non sulla meritocrazia, ma sull’influenza che determinati personaggi hanno sull’elettorato. Incompetenti, che sanno solo muoversi nelle stanze del potere senza capire nulla di sanità. E questo è il risultato. Non ci sono soldi neppure per garantire il minimo sindacale a un povero cristo che incappa in una disgrazia.

La sentenza esce chiara dal colloquio dell’operatore con uno dei familiari del povero nonno, che da 40 minuti è in attesa di essere soccorso: “Dovete aspettare!”. L’ambulanza arriva poi alle ore 14:50,  1 ora e venti minuti dopo la prima chiamata.

Nel nostro territorio se quattro persone in contemporanea si sentono male e interviene il 118,   la quinta “deve decidere” di sentirsi male il giorno dopo. O crepa.

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