Brusciano, bomba carta a un patronato

Redazione

BRUSCIANO -   Ancora un'esplosione nella notte a Brusciano, bomba carta contro la saracinesca del Patronato I.N.A.P.I. di Nicola Marotta, ex vicesindaco della giunta di Giosy Romano, coinvolto nell'inchiesta “brasiliani”.  T

orna il clima di terrore nel piccolo comune alle pendici del monte Somma, che si trova in questi ultimi mesi nel mezzo di una violenta faida di camorra e di una rovente campagna elettorale in vista delle imminenti elezioni amministrative. L'attentato dinamitardo è avvenuto poco dopo le due di notte, su via Cucca. Nessun testimone dell'accaduto. Indagano sulla vicenda i carabinieri della locale stazione agli ordini del maresciallo Marco Di Palo.

 L'ESPLOSIONE
Erano circa le 2:15 quando un forte boato ha squarciato il silenzio facendo tremare i vetri delle abitazioni dello stabile di via Cucca 347. L'esplosione è stata provocata da una bomba carta, lanciata da ignoti contro le saracinesche dei locali al piano terra, che che ospitano il Patronato I.N.A.P.I. di Nicola Marotta, “o' collocatore” come è noto in città, ex vicesindaco dimessosi in seguito allo scandalo delle false residenze ai brasiliani, nel quale è stato indagato. L'esplosione non ha provocato grossi danni, e per fortuna nessun ferito. La strada a quell'ora di notte era semideserta. Nessuno ha allertato i carabinieri.

LE INDAGINI
Sul posto alcuni minuti dopo è giunta una pattuglia dei carabinieri di Brusciano, agli ordini del maresciallo Marco Di Palo, i quali hanno effettuato tutti i rilievi del caso ed avviato le indagini. I militari hanno ascoltato Marotta, il quale ha dichiarato di essere totalmente all'oscuro dei motivi dietro l'attentato intimidatorio e dei suoi esecutori. L'ex vicesindaco, personaggio discusso, da decenni presente sulla scena politica  con diversi e contrapposti schieramenti, e che grazie al suo “fare favori” conta da sempre un grosso bacino di voti, stavolta è costretto fuori dai giochi a causa delle sue vicende giudiziarie. 

Sembrerebbe però, secondo le prime indiscrezioni, che potrebbe essere possibile una candidatura della moglie, nelle liste del candidato sindaco di Forza Italia, (non ancora ufficializzato) Licia Mocerino. Al momento restano però ancora incomprensibili i motivi dell'atto intimidatorio. Saranno le indagini dei carabinieri a tentare di far luce sulla inquietante vicenda che getta nuovo sconforto nel piccolo comune che negli ultimi tempi troppo spesso è stato alla ribalta delle cronache per scandali giudiziari che hanno coinvolto la politica bruscianese e una faida di camorra che ha visto il susseguirsi di decine di sparatorie e bombe. 

Monica Cito

 

 

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