Brusciano, minacce al sacerdote Purcaro dopo un post anti racket

Redazione


BRUSCIANO -  Minacce e ingiurie contro il parroco don Salvatore Purcaro. Il sacerdote e' finito nel mirino  dei familiari dei sei arrestati nel blitz antiracket che ha decapitato il clan Rega. A scatenare l' ira dei congiunti e soprattutto delle donne vicine al clan e' stato un post pubblicato sul proprio   facebook  da don Salvatore Purcaro in cui invitava i camorristi a redimersi.

Sotto sono piovute una marea di minacce dei Rega anche nei confronti  di chi ha espresso semplice solidarieta'  al parroco. "Ai familiari e ai camorristi dico svegliatevi, pentitevi,  convertitevi, prima che vi sveglino i carabinieri all'alba per arrestarvi". Il suggerimento  non è ' piaciuto ai familiari che hanno replicato nei commenti con accuse volgari e minatorie.

Don Salvatore, parroco della chiesa Santa Maria delle Grazie, che già nella fiaccolata anticamorra  di mezzanotte aveva lanciato l' appello, lo ha rinnovato. Anzi si e' complimentato con le forze dell'ordine per gli arresti operati all'alba che hanno inflitto un duro colpo ad uno dei clan in lotta sul territorio per la gestione degli affari illeciti.

" C’è ancora da lavorare - scrive don Salvatore- Io ribadisco il mio appello a quelli che sono stati arrestati e a quelli che lo saranno". Convertitevi e' la parola utilizzata dal  che non è ' piaciuta al clan. Non aspettate che siano i carabinieri a svegliarvi all’alba -ha detto don Salvatore - per arrestarvi! svegliatevi voi dal sonno delle Camorra" . L' intento del sacerdote era di scuotere dal sonno gli uomini e le donne della malavita".

A voi voglio parlare - scrive don Purcaro-  “cuore a cuore” come un padre che sente dolore per i figli che sbagliano. Vi conosco, per me non siete solo anonime abrasioni di una piaga sociale, il vostro volto a me non appare ombreggiato dalla tutela della privacy o della paura. Ho visto i vostri occhi pieni di lacrime quando abbiamo celebrato i funerali dei vostri cari defunti". E continua: 'Ho stretto le vostre mani quando vi ho augurato di essere bravi genitori dopo il battesimo dei vostri figli. Ho ascoltato la vostra preoccupazione quando avete temuto che i controlli oncologici potessero andare male ed ho cercato di farvi capire che la camorra è già un tumore che minaccia la vita del vostro corpo".

Don Salvatore si rivolge direttamente agli esponenti degli altri clan. "  A voi stanotte voglio gridare, svegliatevi da questo sonno! Non ho le prove per accusarvi – è vero – chi di dovere deve trovarle senza stancarsi ed è necessario che paghiate quando le vostre responsabilità saranno accertate. Don Salvatore ricorda che  Il suo compito di sacerdote e' di "non  portare in carcere, ma in paradiso.

Nel suo appello don Salvatore dice :"Non potete dormire sonni tranquilli sapendo che la droga che importate e spacciate sta bruciando decine di giovani e padri di famiglia. Non potete dormire sonni tranquilli sapendo che i commercianti non riescono più a pagare le vostre estorsioni e devono abbassare la serranda".

E continua:" Non potete dormire sonni tranquilli quando prestate i soldi alla povera gente, che, con il cappio alla gola del dover pagare una bolletta, viene a chiedervi cento euro e dopo un mese dovrà restituirvene duecentocinquanta in più'.  Don Salvatore li invita in chiesa. "Vi aspetto, siete ancora in tempo, nel nostro paese siamo in faida: chi sta decidendo la morte del rivale di clan, sta preparando a sua volta la propria".  Conclude poi con una citazione  dell’Antico Testamento: Brusciano: «L’arco dei forti si è spezzato, ma i deboli sono pieni di vigore» (1Sam 2, 4).




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