Nola, morte bianca: perde la vita giovane operaio

Viviana Papilio

Muore schiacciato da un grosso macchinario dipendente del Pastificio Ferrara

NOLA - Ennesima morte bianca. Non c’è stato nulla da fare per un operario del Pastifico Ferrara di Nola.

 Aniello Bruno, giovane di appena 32 anni di San Felice a Cancello, è rimasto schiacciato da un grosso macchinario per imballaggi  e a niente sono serviti i soccorsi allertati dai colleghi.

Sul posto sono giunti gli inquirenti, la Polizia di Stato di Nola e il magistrato che ha aperto un’inchiesta per chiarire la dinamica dell’incidente ed eventuali responsabilità.

Disperato il dolore dei familiari e della fidanzata che non sanno darsi pace per l’ingiusta, assurda perdita.

Una perdita, l’ennesima, che si aggiunge al bollettino drammatico delle morti sul lavoro, circa settecento   all’anno, come si apprende dai dati dell’Inail. E le cose nel 2018 sembrano andare anche peggio. Un paradosso se si pensa ai vantaggi apportati dalle tecnologie e dalle più stringenti norme sulla sicurezza.

Allora perché in  Italia si continua a morire come prima e forse anche più di prima?

Tra lavoratori impreparati oppure troppo anziani, assunti a nero, pochi controlli, strutture non sempre adeguate, tante sono le questioni per un problema complesso che richiede un’inversione urgente e una profonda riflessione. Certo è che a guardare gli episodi drammatici di questa settimana si fa fatica a chiamarle “morti bianche”, quando di candido, queste morti, spesso non hanno nulla.

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