Marigliano, liceo Colombo: cristiani ed ebrei al confronto.

Giuseppe Lombardi

“La dimensione dell’alterità"

MARIGLIANO - Giovedì 30 Gennaio 2019, nell’aula anfiteatro del Liceo Colombo, si è tenuto il convegno a “due voci” sul tema “ l’altro: problema o risorsa? Ebrei e cristiani si confrontano”,  organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Duns Scoto” di Nola-Acerra in partenariato con il Liceo C. Colombo di Marigliano.

 

Relatori della tavola rotonda sono stati il prof. mons.  Iannone Francesco, direttore dell’ISSR di Nola-Acerra e il  prof. Robbiati Bendaud Vittorio del Tribunale rabbinico di Milano.

Il dirigente scolastico Niccoletta Albano ha ringraziato l’Istituto Duns Scoto per la collaborazione,  ha accolto con calore ed  entusiasmo gli ospiti, che  ha presentato alla platea degli studenti intervenuti per il convegno.

Dopo le presentazioni di rito ha passato la parola alla prof. Antonella Spiezia, moderatrice del convegno, per la presentazione  del tema.

La prof.ssa Spiezia ha invitato ad una riflessione sul valore dell’altro” facendosi guidare da  quanto teorizzato da   Emmanuel Lévinas  “Nel semplice incontro di un uomo con l’altro si gioca l’essenziale, l’assoluto: nella manifestazione, nell’«epifania» del volto dell’altro scopro che il mondo è mio nella misura in cui lo posso condividere con l’altro. E l’assoluto si gioca nella prossimità, alla portata del mio sguardo, alla portata di un gesto di complicità o di aggressività, di accoglienza o di rifiuto”.

 Proprio per questo l’Altro non deve essere  considerato un mero dato sociologico ma  una  condizione esistenziale possibile.  Infatti l’altro può diventare un’occasione, un’opportunità per uscire dal proprio isolamento, dalla presunzione di bastare a se stesso, per cercare di comprendere quella pare di sé che altrimenti rimarrebbe sconosciuta se non totalmente mortificata. In conclusione l’altro potrebbe essere considerarsi come” luogo da abitare” come “tempo da vivere…. “   ,  come un Kairos.

La moderatrice, ha Introdotto  l’argomento ,  ha dato la parola ai relatori con la domanda” l’altro è un limite o una possibilità…è una ricchezza o un impedimento alla realizzazione di sé?

Il prof. Robbiati Bendaud  ha  sottolineato la difficoltà per l’uomo dell’attenzione all’altro in considerazione che in ognuno di noi convivono il bene e il male , l’istinto del dominio e della sopraffazione. Il dualismo amico/nemico condiziona, pregiudica l’accettazione dell’altro che viene considerato un limite alla realizzazione di sé. Anche la paura e la diffidenza non favoriscono le relazioni in quanto il desiderio del possesso la fa spesso da padrone. Proprio per questo è importante fare riferimento alle leggi, alle norme, che possano favorire una convivenza civile

Don Franco Iannone ha mostrato l’altro come la possibilità di vivere l’amore….amore  inteso come Agape, come dono di sé,…..sul modello di Cristo che per amore/dono non esita a salire  sulla croce, in totale libertà perché l’altro ….gli altri, possano vivere in pienezza. E’ proprio l’amore che rompe i limiti e i confini….che supera le  paure, e solo attraverso  l’amore è possibile  ospitare l’altro nella propria vita. Solo nel “Noi” è possibile costruire la società dei diversi umanizzata e umanizzante.

Infine gli alunni sono stati invitati a porre domande circa i dubbi e le curiosità scaturite dal dibattito

Chiara Devastato- 4C scientifico – ha chiesto: “quando ci si avventura nella ricerca della propria identità ..può, capitare di  riconoscere se stessi come l’altro e spaventarsi?”

Anche Salvatore Napolitano -5C- ha domandato: “ E’ fondamentale essere realisti. Però  spesso si può correre il rischio che il realismo sfoci nel pessimismo se non si riesce a guardare oltre?”

Don Franco Iannone ha risposto invitando  i ragazzi a non vivere nella paura dell’oggi ma ad apprezzare quello che si ha e quello che si è, considerando la propria condizione come un punto di partenza e non un punto di arrivo immodificabile.  Ha esortato, inoltre, a non  dimenticare il passato né essere protesi solo verso il futuro  con il rischio di dimenticare il proprio presente. La realizzazione di sé è nell’impegno profondo nel tempo presente nel “qui” ed “ora”.

I ragazzi, infine,  hanno salutato i relatori ringraziandoli per il grande momento di arricchimento , di confronto e incontro offerto , e hanno lasciato l’aula con la voglia di poter presto condividere  nuove esperienze formative così vive e intese importanti per la crescita della persona

 

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