Marigliano, a Stazione Utopia si rubano libri, si negano spazi.

Redazione

Prosegue, sotto varie forme, l’attacco alla riqualificazione dell’ex-circumvesuviana di Marigliano. Ecco l’ennesima denuncia del collettivo utopiA: chi ruba i libri a staZIONe UtOpiA? E perché?

MARIGLIANO - E’ da mesi che denunciamo la scomparsa di decine di libri dalla cassetta del Libero Scambio, il punto biblioscambio presente a Stazione Utopia. Come se qualcuno non avesse bene afferrato il meccanismo dello scambio libero di libri “lascia un libro, prendi un libro” diffuso in tutto il  mondo;  o come se qualcun altro si stesse impegnando davvero tanto per ostacolarne il funzionamento in quel luogo. Rubano defibrillatori in piazza. Rubano libri a Stazione Utopia. Rubano spazi all’autonomia. Chi siete? Vergognatevi!

 

 Accolta con grande partecipazione dai lettori, la cassetta, da molto tempo, viene svuotata in meno di un’ora. Appena si lascia un libro –ma anche dieci!- ed è già scomparso e la cassetta è ancora una volta vuota! E sono proprio le persone che frequentano e animano il biblioscambio, le vere vittime della mano imbecille che ruba i libri dal Libero Scambio. Sono tante, dispiaciute e  arrabbiate. Smettetela!

 

Ma, a quelli che frequentano, gironzolano o abitano da quelle parti, chiediamo: nessuno sa niente? Nessuno vede niente? Dai balconi, dalle finestre, dalle vetrine.

La storia è lunga e piena di conferme. E quindi, la proposta, chiara fin dall’inizio, è ancora e sempre la stessa: chiediamo a tutte e tutti di partecipare liberamente, alla ripresa, tutela e riqualificazione di Stazione Utopia; per costruire uno spazio comune di promozione sociale autogestito.

Non si giustifica la disattenzione generale intorno a quel luogo.

Perché, per esempio, una piazzetta con panchine, fontana, opere d’arte e aiuola verdeggiante, frequentata da famiglie, giovani, viandanti e passanti, viene occupata per giorni, da macchine e materiali di un cantiere estraneo all’area, quando, a due passi, nel piazzale del parcheggio, ci sarebbe più spazio utile? Si negano spazi. E si lasciano sporchi! E perché nessuno si lamenta? Chi ha il dovere di tutelare gli spazi pubblici? Chi controlla? Dicono: le autorità costituite e pagate! Si, certo. Ma come parlò Bellavista: “…lo stato non ce la fa!”.  Se c’è chi non fa e lo fa per sé; chi fa da sé fa sì che si faccia ciò che non si fa, e faccia chi non fa. Non per sé ma per chi -sì!- farà.

 

 Per noi, la città è di chi la abita. L’occasione offerta dall’esperienza Stazione Utopia è di contribuire a una gestione popolare partecipata di uno spazio recuperato dal basso. Un’esperienza senza precedenti. Che può coinvolgere chiunque. Perché qualcosa è cambiato: se ne sono accorti pure -occhi aperti!- fruttivendoli, panzarottari e ortolani, che, di tanto in tanto, si sono fermati in quel luogo con le loro mercanzie. Bravi!

 

Liberi. E senza padroni, vivano i sognatori! Siamo sempre in tempo.

 

collettivoutopia.noblogs.org

collettivoutopia@bruttocarattere.org

 

collettivo utopiA

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