Marigliano, scandalo nella cappella Nicotera

Anita Capasso

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MARIGLIANO - Emergenza cimitero a Marigliano. Vengono oltraggiati i benefattori della città. Cancellato il nome dei Nicotera dalla facciata della propria cappella monumentale, dopo aver fatto del bene alla collettività con cospicue donazioni. Cosa accade nel Cimitero storico? Sparisce l’iscrizione dalla cappella Nicotera.

Viene condannato all’oblio il nome di Rocco Nicotera e quello di suo figlio Luigi, ultimo rampollo della facoltosa famiglia, che nel 1948 donò tutti i propri averi in soldi e patrimonio immobiliare alla chiesa di Marigliano e all’intera collettività. Morto senza eredi diretti, aveva lasciato il palazzo di famiglia di via Collegiata all’Insigne chiesa Santa Maria delle Grazie per farlo adibire a centro studi per i seminaristi poveri.

 Nessuna della sue volontà è stata rispettata; il palazzo cade a pezzi, orfano di fondi per il recupero e la fruizione. Il tutto in un centro storico altrettanto dimenticato e che non è mai finito al centro di un piano di valorizzazione. Nicotera nel suo  testamento aveva chiesto che nel giorno dei defunti la sua cappella fosse aperta e che fossero accesi dei lumini in suffragio suo e dei suoi familiari e faceva divieto più assoluto di deporre nei nicchiari o nei loculi i cadaveri di qualsiasi altra persona e per qualsiasi motivo.

Solo alla sua zia materna, già novantenne Assunta Barone, concedeva in deroga di essere seppellita all’interno della cappella di famiglia. Inoltre chiedeva che la rendita di 5 mila lire maturata annualmente sulla sua donazione venisse utilizzata per curare la manutenzione della cappella.

Aveva devoluto in beneficenza, infatti, un patrimonio che oggi sarebbe stato stimato intorno ai 50 milioni di euro tra beni mobili e immobili. Alla Collegiata vennero assegnati terreni, il casale di campagna, l’antica farmacia di famiglia, polizze del Banco di Napoli, libretti di risparmio presso lo stesso Banco di Napoli, presso la Cassa di risparmio postale, certificati di rendita, buoni postali, libretti di deposito presso altre banche.

La sua era una famiglia di imprenditori che si erano lanciati nel settore delle distillerie ed erano anche collezionisti di opere d’arte. E’ mai possibile che dopo aver fatto tanto bene nessuna delle sue volontà sia stata rispettata? Non chiedeva niente, Luigi Nicotera, soltanto un cero e la manutenzione della sua casa eterna per la quale aveva lasciato soldi e rendite in quantità.

Negli ultimi mesi la cappella da abbandonata che era è stata improvvisamente oggetto di interventi di recupero. A quanto pare la chiesa mariglianese non ne saprebbe niente. Chi ha eseguito i lavori sulla cappella di proprietà della Collegiata e senza autorizzazione delle Soprintendenza? Chi ha cancellato il nome di Rocco Nicotera dal portale d’ingresso e con quale coraggio? Quali lavori sono stati effettuati all’interno? Scoppia il caso.

La città reclama delle risposte e chiede che venga fatta chiarezza e che soprattutto sia restituito alla memoria dei Nicotera ciò che gli è stato ingiustamente sottratto, il diritto al casato. La cappella in questi giorni di commemorazione è stata persino chiusa con un lucchetto e i parrocchiani sono rimasti sconcertati. Si chiede giustizia.

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