Marigliano, inchiesta su palazzo Nicotera

Anita Capasso

MARIGLIANO - Il ministero batte un colpo. Dopo decenni di degrado e disinteresse  qualcosa, forse, si muove. Non a Marigliano. Non a Nola e neppure a Napoli. Bensì a Roma tra Palazzo Chigi e Piazzale di Porta Pia, sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

È il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Giovanni Carlo Cancelleri del Movimento Cinque Stelle, ad aprire un dossier su il Palazzo Nicotera di Marigliano. Sollecitato da attivisti e comitati del territorio, vuole capire come e dove poter dare un contributo fattivo per riavviare l’iter del recupero dello storico palazzo nobiliare che, anni fa, qualcuno non esitò a definire «un vecchio scatolone di tufo», lasciando intravedere la possibilità di appetibili operazioni speculative.

L’annuncio dell’interessamento del viceministro pentastellato si è materializzato nei giorni scorsi, quando alcune fonti interne hanno riferito che da Roma sarebbe stata messa in atto un’iniziativa per tutelare il valore di Palazzo Nicotera e recuperarlo in chiave pubblica.

Missione: salvare la dimora settecentesca che nel 1953 l’ultimo rampollo del nobile casato Nicotera, Don Luigino, donò alla chiesa di Marigliano con precise e inderogabili finalità per la collettività. Gravemente lesionato dal terremoto del 1980, il palazzo non hai mai ricevuto contributi statali per la riparazione ai sensi della legge 219/81.

E solo questa strana anomalia già basterebbe ad aprire un dossier. Perché Palazzo Nicotera è stato l’unico immobile che non ha ricevuto i fondi della ricostruzione post-terremoto? Chi ostacolò la formale determinazione e assegnazione dei contributi? Chi doveva gestire le pratiche e i fondi da assegnare per la riparazione?

Le bocche restano cucite sul dossier Nicotera aperto a Roma. Il viceministro Giovanni Carlo Cancelleri non svela le prossime mosse «Su Palazzo Nicotera ho provveduto a chiedere  informazioni agli uffici competenti. Stiamo svolgendo approfondimenti amministrativi»,  ma è chiaro che qualcosa bolle in pentola. E noi dopo decenni di immobilismo, di promesse politiche puntualmente tradite, di scandali che disonorano la memoria dei morti (vedi cappella Nicotera), non possiamo essere che contenti.

Foto di archivio

 

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