Marigliano, subito un tavolo di confronto Covid-19

Anita Capasso

MARIGLIANO - "Subito un tavolo tecnico per affrontare l' emergenza Covid 19 in massima trasparenza e a garanzia di tutte le categorie professionali e degli indigenti". Lo sollecitano i consiglieri comunali d' opposizione  Filomena Iovine,  Michele Cerciello, Pasquale Beneduce, Rosa Di Palma, Giovanni Papa, Dino Manna, Felice Mautone e Francesco Capasso. In sostanza si vuole affrontare la questione salvaguardando la dignità della popolazione alle prese con gravi difficoltà economiche e anche garantire la distribuzione delle spese sospese senza ombre  : "Non elemosine, non clientele né scambi elettorali… ma il DOVEROSO sostegno alle imprese, alle attività commerciali, artigianali e alle famiglie della nostra Marigliano".  Questi i punti che si intendono precisare. E così scrivono al presidente del consiglio comunale Vito Lombardi e al sindaco Carpino. Si mira ad ottenere una videoconferenza.

"La  grave crisi igienico sanitaria che l’Italia e la nostra città stanno vivendo, che ha comportato la chiusura di gran parte delle attività produttive ed economiche cittadine, purtroppo avrà una immaginabile  ripercussione negativa sull’economia locale con  problematiche implicazioni e ricadute sul tessuto  sociale.
Pur apprezzando le attività poste in essere dal Sindaco e dalla sua Amministrazione, riteniamo che esse siano insufficienti sia a dare supporto alle attività commerciali, sia a fornire il giusto sostegno alle famiglie in difficoltà.
Chiediamo al Sindaco di convocare un tavolo emergenza Covid 19 con tutte le forze presenti in consiglio comunale indipendentemente dai ruoli di maggioranza ed opposizione al fine di migliorare la risposta alle tante emergenze che così prepotentemente vanno esplodendo in queste ore. Crediamo sia utile poi coinvolgere, in questo processo, anche le realtà associative laiche e cattoliche di cui la nostra Marigliano è ricca.

Sarà utile provvedere ad una molteplicità di azioni che cessino di essere “parziali” e “caritatevoli” per divenire modello di integrazione sociale per non lasciare nessuno indietro.
Bisogna attivare procedure pubbliche di partecipazione che prescindano dalle nostre stesse persone e consentire accessi non mediati da conoscenze ed imbarazzi, i criteri di assegnazione devono essere predeterminati e certi e con criteri trasparenti che non violino la privacy.
Insomma ne abbiamo di cose da fare e noi, anche nel giudizio critico nei confronti della Sua amministrazione, oggi, nell’emergenza nazionale, non ci sottraiamo ad aiutare Lei stesso e prima di tutti i nostri concittadini"  .

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