Marigliano: centro storico a rischio. Cementopoli non si ferma

Anita Capasso

MARIGLIANO - Centro storico a rischio.  Mancavano solo le palazzine in stile Ikea.​ Comitato Pro Borgo: "Basta scempi ai danni dei cittadini".

Audace colpo dei palazzinari  Dopo i Regi Lagni, le bande del cemento irrompono nei centri storici. Il business ? Le antiche case.   Via gli edifici antichi con le loro corti interne, i piccoli orti, i frutteti e i giardini. Via gli eleganti palazzotti borghesi ottocenteschi con le loro facciate in tufo a vista. Via le antiche casetorri e le altre tipologie di case medievali, scampate ai secoli ma non alla furia degli affaristi. ​ Via l’edilizia storica in grado di definire l’intero centro cittadino e il tessuto medievale delle frazioni.

La parola d’ordine è sventrare, demolire e ricostruire, speculando con i generosi aumenti di cubatura del 35% del Piano Casa. Stanno consumando tutto il suolo disponibile. Una febbrile e disordinata attività edilizia animata da ghiotte mire speculative: molti più piani, molti più appartamenti molta più densità abitativa. Nuovi e banali dormitori di presunto design ma, in realtà, senza alcun pregio estetico o costruttivo. E a farne le spese dopo il paesaggio sono la storia e il patrimonio culturale di Marigliano. Dopo le demolizioni di​ Corso Vittorio Emanuele III, Corso Umberto I, via Vincenzo Caliendo, via Somma, via Nuova del Bosco nuovi sventramenti e demolizioni di edifici antichi sono alle porte. Altri beni culturali saranno sacrificati sull’altare del profitto privato. Altri beni collettivi saranno distrutti per l’interesse di pochi.

Stanno facendo sparire la bellezza e il passato della vecchia Marigliano dalla faccia della terra. Ad essere cancellata e sfigurata in modo irreversibile e scellerato è la memoria stratificata di secoli. Al posto della bellezza e della cultura arrivano le nuove villettopoli, sproporzionate e in contrasto con il contesto circostante. Scontate palazzine hi-tech, uscite direttamente dal catalogo dell’Ikea, sconvolgono i centri storici di Marigliano. Qualche casetta spaziale è stata già realizzata, un po' più defilata, nel centro antico.  Chi doveva far rispettare le norme di salvaguardia? Altre stanno per arrivare. E adesso chi dovrà verificare l’applicazione delle norme sul decoro approvate dal Consiglio Comunale?

«Sui social​ le solite bande del cemento hanno iniziato una campagna denigratoria contro i dissidenti che non vogliono colate di calcestruzzo e asfalto che stanno deturpando Marigliano e stanno distruggendo il suo futuro. Sono state diminuite anche le fasce di rispetto daii Regi Lagni.  Ci vogliono ridurre al silenzio. Ci vogliono fermare con l’arroganza, minacce di querele , vogliono mettere il bavaglio alla libertà ,  ma noi saremo qui: sempre più determinati. È uno scempio solo pensare di deturpare i nostri centri storici, la nostra cultura, il patrimonio di Marigliano» sostiene il Comitato Pro Borgo con il professore Luigi Monda, storico dell' Arte.

​ «I centri storici di Marigliano sono beni da preservare e valorizzare​ nella loro interezza. I partiti dovrebbero prendere immediatamente le distanze, fermare questi scempi. Basta attacchi al paesaggio e al tessuto urbano. Paesaggio, legalità, ambiente saranno alla base del nostro impegno nei prossimi mesi. I cittadini sapranno far sentire la loro voce».

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