Marigliano, che non si sciolga la democrazia.

Redazione

MARIGLIANO - “Il decreto di scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazione mafiosa conserva i suoi effetti per un periodo da dodici a diciotto mesi, prorogabili fino ad un massimo di ventiquattro” recita il Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. Per Marigliano non è certo una novità accogliere un Commissario prefettizio.

Non lo è tantomeno assistere alla fine precoce del mandato del primo cittadino, anche se la paventata motivazione sarebbe cosa nuova, essendo ormai abituati al consueto “consiglio comunale sciolto per dimissioni rassegnate dalla maggioranza dei consiglieri”. Nulla contro i commissari prefettizi, ma dove l'amministrazione tecnica deve sostituire quella politica non si può di certo gioire.

 

Questa volta, a meno di due mesi dalle prossime elezioni comunali, l'eventualità di un commissariamento sembra davvero una beffa. Lo sembra per due precise ragioni. Primo, perché si è arrivati, per una buona volta, al momento in cui spetta ai cittadini tenere in mano la penna, scrivere il voto in pagella e sancire promozione o discontinuità di un’amministrazione alla fine del mandato istituzionale. Secondo, perché lo scioglimento del consiglio, che in linea di principio mira alla tutela della democrazia, significherebbe, in quest'occasione, mettere quest’ultima a tacere quando finalmente potrebbe e dovrebbe decidere con cognizione di causa.

L'azione della magistratura nei confronti del sindaco,  dimessosi, è arrivata poco dopo l'annuncio della sua ricandidatura ed è stata motivata, nella sua forma più restrittiva dell’arresto, dalla possibilità di reiterazione del reato contestato. Con il giusto garantismo necessario nei confronti dell'imputato, occorre notare che l’arresto avvenuto prima delle elezioni e non dopo un’eventuale rielezione offre la possibilità, almeno teorica, di non subire un commissariamento.

Con l'auspicio che l'accusa al sindaco si risolva in un nonnulla e con la speranza che nessun sospetto cada su altri dell’amministrazione (il che condannerebbe Marigliano al certo commissariamento), ci si augura che Prefetto, Ministro dell'Interno e Presidente della Repubblica decidano di consentire, come previsto, il voto alle urne il prossimo settembre, incentivando la responsabilità democratica e lasciando ai mariglianesi il privilegio del voto in pagella. 

Alfredo Strocchia

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