Marigliano, in tanti andavano dai clan per chiedere i voti

Anita Capasso

MARIGLIANO –  C’è il rischio di almeno un anno  di commissariamento per andare al voto in condizioni di assoluta trasparenza a garanzia dei cittadini e degli stessi politici in lizza per uno scranno nel parlamentino locale. Le 54 pagine del  fascicolo dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere del sindaco, Antonio Carpino, rivelano fatti sconcertanti.

 Il collaboratore di giustizia, Cristiano Piezzo,  incalzato dai Magistrati nel terzo interrogatorio  reso il 15 novembre 2018 dichiara:” Tornando all’incontro che ebbi con Esposito Luigi, quando ancora Pelliccia era libero per discutere di estorsioni, in tale occasione, io chiesi ad Esposito Luigi chi c’era per noi sul comune di Marigliano.

Chi comanda, non comanda veramente se non comanda sul Comune; in pratica per un clan è importante avere sul Comune uomini di propria fiducia, che quando ci sono le gare d’appalto, le possono gestire in modo da far vincere tali gare agli imprenditori che gia’ pagano l’estorsione al clan; infatti, poiche’ questi imprenditori gia’ ci pagano le estorsioni e sono della zona, quindi ci conoscono, è più facile per noi incassare le estorsioni. Altrimenti, con imprenditori di fuori zona è più difficile aprire un discorso e farci pagare il pizzo”.

 Emergono anche i nomi delle ditte piegate. Il collaboratore di giustizia Pelliccia Massimo in data 28 giugno 2018, invece,  rende la seguente deposizione:” Voglio comunque riferire che non  solo Carpino, ma anche altre persone vennero a chiederci i voti di Pontecitra in occasione delle elezioni. Ricordo infatti che tale T. F. (faceva le rapine ai tir.

È stato anche detenuto) volle darci 20 mila euro per avere i voti.: una mattina del 2014, ero nella pasticceria …(omissis) a Pontecitra; venne Esposito Luigi  e mi disse che T. F. lo aveva chiamato perché voleva i voti di Pontecitra; lo Sciamarro mi disse che il T. F. in cambio di 20 mila euro voleva 200 voti poiché la figlia (oppure la nipote) , si era  candidata a Marigliano. Il  T. F. mise i soldi sulla tavola. Esposito mi disse che non li aveva presi poiché aveva promesso  i voti  all’avvocato Carpino”.

 Il segretario metropolitano del Pd, Marco Saracino,  ha confermato che alle elezioni di settembre ci saranno la lista del Pd più le quattro civiche collegate che si erano allineate con Carpino: ”Nessuno avrebbe immaginato, totale fiducia nei magistrati, verifiche sulle liste”.

 

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