Marigliano, invocata commissione d’accesso

Anita Capasso

MARIGLIANO - "Subito una commissione d' accesso a Marigliano per sfatare le ombre dal palazzo di città ". Ad invocarla e' il senatore Claudio Barbaro, alla luce delle varie vicende amministrative e del terremoto politico che ha suscitato la nomina di assessore a Pomigliano d' Arco dell' architetto Mena Iovine.  Sotto accusa e' finita una frase del sindaco Del Mastro che nel difendere la nomina del consigliere uscente d' opposizione  di Marigliano , Iovine, ha parlato di voto inquinato in relazione alle vicende giudiziarie che nei mesi scorsi hanno caratterizzato il palazzo di città. Barbaro a tale scopo ha presentato un' interrogazione al  Ministro dell'interno.  Ecco il testo dell' interrogazione :"

L' amministrazione comunale di Marigliano (Napoli) è stata rinnovata, in occasione delle elezioni del 20-21 settembre 2020, e l'attuale sindaco è stato eletto in una coalizione civica che, almeno in parte, è definibile in continuità politica con la precedente amministrazione, guidata da Antonio Carpino, destinatario di recenti provvedimenti cautelari e, attualmente, agli arresti domiciliari fuori dalla Campania". In particolare Barbaro fa riferimento ad una mozione di solidarietà verso il sindaco dimissionario Antonio Carpino  che Il  17 novembre 2020 è stata depositata al protocollo generale del Comune di Marigliano. Una mozione stilata  a seguito di alcune dichiarazioni rese sui social media da Gianluca Del Mastro, neo eletto sindaco del vicino Comune di Pomigliano d'Arco "nelle quali questi avrebbe parlato, testualmente, di "voto inquinato a Marigliano" riferendosi alle attività ispettive svolte dall'architetto Filomena Iovine, la quale era consigliere comunale di minoranza a Marigliano durante la precedente amministrazione Carpino, mentre ora è stata nominata assessore del Comune di Pomigliano d'Arco;

tale dialettica, a giudizio dell'interrogante, determina incredulità e smarrimento fra le popolazioni e contribuisce a screditare l'autorevolezza degli enti locali, che al contrario devono interloquire fra loro e gli altri organi della pubblica amministrazione in maniera istituzionale, oltre a rappresentare, singolarmente e congiuntamente, un baluardo territoriale di legalità e di sana amministrazione al servizio del cittadino".  Chiama in causa poi per fare luce sulla vicenda 

l'art. 143 del decreto legislativo n. 267 del 2000, al comma 2 che  dispone al fine di verificare la sussistenza, la concretezza, l'univocità e la rilevanza degli elementi di cui al comma 1, il prefetto competente per territorio può disporre ogni opportuno accertamento, anche nominando una specifica commissione d'indagine presso l'ente, composta da tre funzionari della pubblica amministrazione, attraverso la quale esercita i poteri di accesso e di accertamento;

la commissione entro 3 mesi dalla data di accesso, rinnovabili solo una volta per un ulteriore periodo massimo di 3 mesi, deve terminare gli accertamenti e rassegnare al prefetto le proprie conclusioni;

ferma la circostanza che l'attività della magistratura debba proseguire nell'accertamento di eventuali addebiti di natura penale, che fino a quando non saranno pronunciati in maniera definitiva dall'autorità giudicante devono pur sempre considerarsi solo mere ipotesi di reato, sempre a giudizio dell'interrogante tale commissione potrebbe essere lo strumento, solerte, indipendente e tecnico, per fare, almeno, chiarezza sulla presunta irregolarità delle elezioni per il rinnovo della amministrazione del Comune di Marigliano".

  La commissione precisa, Barbaro,   può rappresentare, infatti, una autorevole e pertinente risposta dello Stato poiché la legalità delle elezioni mariglianesi è stata messa pubblicamente in dubbio dal sindaco del vicino Comune di Pomigliano d'Arco, e indirettamente resa claudicante sia dalle attività ispettive svolte dalla consigliera Iovine che, finanche, da alcuni collaboratori di giustizia, le cui dichiarazioni determinarono i provvedimenti cautelari indirizzati all'ex sindaco il quale, pur respingendo le accuse, si è dimesso dall'incarico nel mese di agosto per consentire il voto amministrativo a settembre". E continua :"

Comunque, risultano essere stati rieletti anche consiglieri della precedente amministrazione travolta dalla inchiesta della DDA che ha comportato le dimissioni del sindaco". 

Chiede pertanto al  Ministro  degli Interni di promuovere, attraverso l'Ufficio territoriale del Governo di Napoli, la nomina della commissione d'accesso e verifica ovvero, invece, se intenda o meno praticare o promuovere altri strumenti al fine fornire una risposta peculiare, pertinente e tempestiva alle accuse mosse di regolarità delle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Marigliano e dei suoi organi di governo.

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