Agrimonda 26 anni di attese: la bomba ecologica fa male e non c'è niente da esultare.

Anita Capasso

MARIGLIANO - MARIGLIANELLA- Ventisei anni di attese. 25 anni di ceneri combuste rimaste sul luogo dell’incendio del deposito di fitofarmaci e chimici per l’agricoltura.  Vicenda “ Agrimonda  “: non c’è niente da esultare. Anni di inerzia e non sarà un poco d’acqua asportata a far morire la protesta. “Alle prime piogge si riformerà.  Viviamo in mezzo all’acquitrino putrido.   Non è velenoso?  E certo,  l’acqua piovana stagnante   può mai essere velenosa? E’ puzzolente  ovviamente.  Appesta il respiro.  Attira insetti, genera girini e rane…E poi ci sono   le falde acquifere contaminate”. 

Hanno asportato solo l’acqua dal telone, ma parzialmente e da un solo lato, adiacente alla casa dell’anima della rivolta civile per l’  ambiente, la salute e la sicurezza, Ciro Tufano. L’acquitrino resta al lato opposto, verso via Pasubio. Il monitoraggio promesso da ben due sindaci nel maggio del 2019 è rimasto lettera morta. 

Ancora è vigente l’ordinanza di interdizione dei pozzi e il telone  posto a copertura dell’area della bomba ecologica, oramai è usurato e lercio, rotto in più punti.  I miasmi che hanno sempre appestato l’aria e che non sono mai stati abbattuti, nonostante le promesse,  sono più forti che mai. Dalle falle del telone escono, eccome se escono. Che cosa? I miasmi, la puzza. Ma il sito da quale Ente è gestito per questa manutenzione e la conseguente caratterizzazione che si attende da quasi un anno? Chi deve vigilare? La Regione o il comune di Mariglianella?

 Ciro si chiede proprio questo a gran voce.  Finora la questione è stata oggetto di palleggio. La Regione aveva demandato il Comune che però faceva orecchie da mercante.  Finanche due commissari ad acta furono nominati nel settembre del 2020 per far luce sui ritardi e le omissioni. Uno fu spedito a Marigliano e uno a Mariglianella. La bomba ecologica Agrimonda, infatti, coinvolge due municipalità: la periferia di Mariglianella dove insiste per una manciata di metri e soprattutto Lausdomini, frazione di Marigliano che però non ha la competenza territoriale diretta sulla questione.

 La bomba ecologica Agrimonda? Si bomba ecologica …proprio così. Il problema reale non è l’acqua  stagnante, che genera una situazione precaria dal punto di vista igienico sanitario, ma i veleni nei terreni.   

Intanto un cittadino del luogo, Raffaele Monda ci va giù duro:”  I cittadini, oramai allo stremo, chiedono alle istituzioni, ai politicanti e affini (i quali non fanno altro che passarsi la palla), quante altre persone devono crepare per cancro, in questa terra (dimenticata da Dio e dagli uomini), affinché venga fatta al più presto la bonifica di questo sito tossico? Sveglia popolo dimenticato e maltrattato!”.
Per Agrimonda c’è solo da chiedere scusa.

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