L’Unione Europea non rinnoverà il contratto con AstraZeneca in scadenza a giugno

Paolo Isa

L’Unione europea non rinnoverà il contratto con  AstraZeneca.  

Ad annunciarlo ufficialmente è stato il commissario al Commercio interno europeo Thierry Breton, che ha confermato ai microfoni di diverse testate giornalistiche francesi il mancato ordine. 

Mancato ordine che vuole dire l’assenza di un rinnovo in vista dell’imminente scadenza di giugno. 

Ieri la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen ha garantito fino a 1,8 miliardi di dosi di vaccino in arrivo grazie alla stipula di un nuovo contratto con BioNTech. 

Alla richiesta di spiegazioni da parte della stampa, Breton non è stato particolarmente chiaro, né ha  evidenziato scarsa fiducia nei confronti di AstraZeneca. 

Ha solo confermato il mancato rinnovo dell’ordine dopo giugno, lasciando al futuro un’incertezza tradotte nelle parole “vedremo cosa succederà”, a chiudere almeno per il momento la questione: 

 

“Per il momento la Commissione Europea non ha rinnovato il suo contratto per i vaccini anti-Covid sviluppati da AstraZeneca oltre la scadenza dell’attuale contratto, prevista alla fine di giugno. Vedremo poi cosa succederà”, 

Tuttavia il vaccino AstraZeneca, ha specificato, resta “valido ed efficace” , parole che di certo non danno indizi sui motivi della scelta da parte dell’Ue, ma che dipingono i tratti di una questione che sembra destinata a far discutere molto nei prossimi giorni. 

 

Non collegata ma inevitabilmente parallela la notizia, confermata dalla presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen, che l’UE garantirà fino a 1,8 miliardi di dosi di vaccino grazie alla stipula di un nuovo contratto con BioNTech. 

Notizia accompagnata dall’annuncio di un lavoro europeo per “rafforzare la preparazione” in risposta di eventi simili e un graduale ma pronto ritorno alla normalità: 

 

“L’Europa rimarrà aperta. Continueremo a esportare vaccini, perché proprio i vaccini rappresentano la via d’uscita definitiva da questa pandemia” .

 

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