Marigliano: a Faibano inaugurata la nuova sede della Pro Loco CIVITATIS

Viviana Papilio

MARIGLIAN O - E’ stata inaugurata sabato 26 giugno, alle presenza delle istituzioni locali, la sede della Proloco Civitatis, associazione presieduta dal presidente Rosanna Quartucci e nata con l’intento di favorire visibilità e diffondere la conoscenza del patrimonio artistico e paesaggistico che insiste sul territorio di Marigliano e dei comuni limitrofi.

 Non casuale la scelta del logo e del nome:

 “CIVITATIS” :è il complesso dei diritti e dei doveri spettanti alla persona nella sua qualità di Cittadino.

 Lo “Status Civitatis” è riferibile alla capacità d’azione dell’individuo nel contesto territoriale di residenza; onde elevare il benessere culturale e sociale traendo le fonti dalle potenzialità che il luogo può esprimere.

 Il logo presente nell'intestazione, esprime ciò che è nella nostra azione culturale di promozione del territorio e della città di Marigliano. La presenza della Villa Romana con annessa necropoli, la strada consolare “Popilia nelle vicinanze, il complesso reticolo dei Regi Lagni, la struttura del centro storico di Marigliano con il Castello Ducale e il Santuario della Madonna della Speranza rendono bene l’idea di quanto si può fare per questa Città dal punto di vista dell'accoglienza del turismo e della rigenerazione urbana e ambientale. Rivalutazione del territorio dal punto di vista ambientale, storico e della produzione agricola. Rigenerare nella Comunità il senso di appartenenza per amare il contesto territoriale rendendolo accogliente e fruibile per tutti. Infine pensare, proporre e incentivare la valenza turistica che è ben presente a Marigliano e nei Comuni vicini e far rivivere le tradizioni locali per accogliere visitatori, ospiti, turisti, viaggiatori; spiega la professoressa Rosanna Quartucci.

 

 

 

Un progetto di particolare rilevanza che la Pro loco Civitatis ha portato all’attenzione degli enti interessati già nel 2016 e che non ha visto l’accoglienza sperata dal titolo "Sulle orme di un popolo da 4000 mila anni in cammino: il reticolo dei Regi Lagni e gli insediamenti umani nei suoi pressi" proponeva quanto segue:

 

Il sito archeologico insiste su un area circondata a nord est dal Lagno Frezza, ad ovest dalle infrastrutture dell’insediamento produttivo denominato P.I.P. a sud dalle periferie urbanizzate di Faibano e Lausdomini del nostro Comune.

 L’area dai primi scavi effettuati rivela la presenza di una villa rustica di età romana con annessa necropoli e a pochi metri la strada consolare romana Popilia.

 Il miglioramento della fruibilità dell’area incomincia dal lagno Frezza ove è possibile realizzare un percorso naturalistico sostenibile con annesse piste ciclabili e sentieri che, visto la vicinanza con l’area archeologica, porterebbero i visitatori ad apprendere. camminando. I sentieri si snoderebbero attraverso aree didattiche e ricettive rendendo il luogo piacevole e vivibile.

 Utilizzando le infrastrutture già esistenti e potenziando gli interventi di bonifica dell’area si possono realizzare con molta facilità le proposte fatte.

 La stessa area già a vocazione agricola potrà  essere riqualificata con la produzione di prodotti di qualità e di sicura salubrità  inserendo nel parco punti vendita dei prodotti locali, attuando così la sostenibilità ambientale e la filosofia del  consumo a chilometri zero.  Infine la presenza di fauna acquatica nel lagno Frezza può essere considerata come un inizio di rinascita del parco naturalistico dei Regi Lagni. 

 Le infrastrutture

 

La presenza nella zona dell’insediamento produttivo, dell’isola ecologica e di una rete stradale poderale, non in buono stato, ma funzionale per riprodurre piste ciclabili e percorsi alternativi sostenibili può facilitare la riqualificazione e innestare nel contesto esistente aree naturalistiche con piante autoctone(querce, allori, gelso, pioppi). Attraverso queste arterie stradali già presenti, il centro cittadino di Marigliano può facilmente collegarsi con l’area in modo  sostenibile. Infine la presenza di masserie ci porta a considerare una rivalutazione della loro funzionalità rispetto all’accoglienza degli eventuali visitatori. La riqualificazione dell’area, non bisogna dimenticarlo, passa anche attraverso un corretto smaltimento dei rifiuti prodotti, che ancora oggi rappresentano uno dei problemi più evidenti della deturpazione del territorio di cui si tratta. L’isola ecologica che oggi non e fruibile per la collettività potrebbe diventare luogo di aggregazione per la Comunità. Non solo, quindi ,attrezzata per la raccolta differenziata ma laboratorio dimostrativo e sperimentale per gli abitanti residenti  e per fruitori estemporanei dell’area . Essa, infatti, potrà essere allestita come un sito dimostrativo del ciclo di raccolta differenziata e della filiera dell’uso e riuso dell’usato conferito. I residenti e i visitatori occasionali saranno, così, ”attori” dello sviluppo sostenibile dell’area. Una ulteriore progettazione che affiancherebbe quella già in atto potrebbe essere adottata facendo riferimento ad azioni comuni per le buone pratiche allo sviluppo sostenibile. A tal proposito l’insediamento e l’ampliamento delle infrastrutture e l’aumento del carico urbanistico non dovranno, però, gravare sulle risorse naturali e sull’intero ecosistema presente; per questo motivo la progettazione dei nuovi impianti (PIP) potrebbe seguire una progettazione “sostenibile” nel rispetto dei principi di efficienza energetica, della razionalizzazione dell’uso della risorsa idrica, della massificazione della raccolta differenziata, della minimizzazione della produzione del “rifiuto” e della prevenzione degli incendi degli scarti agricoli. L’adozione di buone pratiche di “sostenibilità” nell’area da parte dei fruitori, residenti e non, potrà portare alla realizzazione di interventi strutturali a ridotto impatto ambientale quali: il riutilizzo delle acque piovane; la tecnica del compostaggio degli scarti agricoli (biomasse); l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e per l’acqua calda sanitaria; rispetto, per i proprietari frontisti,(confine della proprietà con la strada)degli interfossi per la raccolta delle acque.

 

La proposta progettuale si propone come obiettivo principale lo sfruttamento delle potenzialità intrinseche dell’area e quindi la valorizzazione del patrimonio paesaggistico e naturalistico(fascia di rispetto dei Regi Lagni compresi i canali medesimi) attraverso la realizzazione di interventi strutturali che rispondendo alle esigenze del territorio abbiano come effetto immediato la valorizzazione dell’area con un incentivo all’economia locale di carattere prevalentemente agricolo ma con l’innesto nell’area della commercializzazione dei prodotti con l’insediamento del PIP; ed infine il valore aggiunto della storicità dei luoghi con le aree ricettive e di accoglienza.

 

La proposta, quindi, a conclusione del progetto, si prefigge di restituire ai cittadini la possibilità di godere dell’ambiente e dell’ecosistema in cui sono inseriti,  l’opportunità ai visitatori di apprezzare la bellezza di un ambiente ricco di storia, facendogli riacquistare il carattere della sostenibilità sociale, ambientale, culturale ed economica. 

 

Interventi di miglioramento dell'area presa in esame, prioritari:

 

·         monitoraggio delle aree considerate inerenti le criticità di fruibilità;

 

·         recinzione dell'area vincolata dalla Soprintendenza, ove insiste la Villa Romana;

 

·         mappatura dell'area e individuazione della strada romana "Popilia" ;

 

·         manutenzione delle strade e degli alvei dei Regi Lagni ove insiste la nascente pista ciclabile.

 

Interventi migliorativi sull'accoglienza

 

·         Produzione di "brochure" informativa per la cittadinanza sui beni artistici della città di Marigliano;

 

·         produzione di una banca dati sulle opere d'arte e sulla condizione conservativa;

 

·         Visite guidate nei luoghi ove insistono siti archeologici

 

·         convegno finale sui risultati raggiunti e pubblicazione degli atti.

 

Le attività saranno concordate con l'Ente Partner.

 

Indubbiamente il progetto si mostra interessante e ambizioso e prevede un impegno serio e trasversale nonché un impiego rilevante di risorse, ma, certamente, si inserisce in una visione ampia che darebbe al territorio mariglianese lustro e risonanza, caratteri determinanti per dare vita a quel ritorno d’immagine e di economia che questo territorio aspetta da decenni.

 

 

 

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