We are Napoli: il punto in commissione Giovani

Paolo Isa

Nella foto, l'assessore alle Politiche del Lavoro, Giovanni Pagano

 Napoli- Su richiesta del consigliere Federico Arienzo, la commissione presieduta da Salvatore Pace ha incontrato oggi l’assessore alle Politiche del Lavoro con delega al Made in Naples, Giovanni Pagano, e Antonella Di Pietro, presidente del tavolo di consultazione per lo sviluppo e la promozione del Made in Naples e del brand della Città di Napoli “We are Napoli”, per illustrare le iniziative messe in campo in questi mesi 
  
Un tavolo di lavoro avviato mesi fa, quello che ha dato vita al brand “We are Napoli”, ha spiegato Federico Arienzo (Partito Democratico), rispetto al quale vanno chiarite, in particolare, le azioni che sono state prodotte all’esterno della città. Per quelle messe in campo sul territorio, infatti, come l’installazione della cartellonistica che riporta il logo “We are Napoli”, ci si chiede quale efficacia possano avere, visto che sono rivolte ai cittadini napoletani. 


L’assessore Giovanni Pagano, titolare della delega di riferimento, ricevuta a gennaio, ha ricordato le difficoltà operative incontrate dal gruppo di lavoro a causa della pandemia. Il tavolo istituzionale per la promozione del marchio della Città di Napoli, ha ricordato, ha totale autonomia nelle scelte delle strategie di marketing: la campagna di questi giorni, partita a giugno, rientra nella prima fase di lancio del brand, e veicola, con messaggi divisi per fasi, i valori dell’inclusività, della sostenibilità e della diversità; in una fase successiva, si lavorerà per attirare investitori privati, e in queste settimane si sta definendo il regolamento sulle royalties. Nessun costo, ha precisato, è stato sostenuto dal Comune per la campagna pubblicitaria: le affissioni sono state coperte dall’autofinanziamento dei componenti del tavolo. 


Antonella Di Pietro, presidente del tavolo di consultazione per lo sviluppo e la promozione del Made in Naples e del brand “We are Napoli”, ha spiegato come la prima parte del progetto sia stata dedicata alla riattivazione dei canali social e alla ricostituzione delle basi della comunicazione digitale: un lavoro che, già a partire da febbraio, ha prodotto importanti risultati in termini di contatti e che ha visto impegnate le professionalità esperte nel settore presenti al tavolo, secondo un modello organizzativo che vede una distribuzione delle attività in base alle competenze possedute. Tutti i componenti, ha ricordato la presidente, lavorano senza alcun compenso. 


A questa fase è seguita la campagna di sensibilizzazione ed educazione ambientale, promossa in collaborazione con gli assessorati alle Politiche del Lavoro, all’Ambiente e ai Trasporti, con Asìa Napoli e l’associazione “N’Sea Yet” per il corretto smaltimento delle mascherine di protezione. Proprio in questi giorni è visibile la campagna con i volti dei napoletani, curata dal fotografo Vincenzo De Simone, ideatore del progetto “La gente di Napoli – Humans of Naples”. In cantiere, già pronta, attende un’altra progettazione, già sperimentata a Parigi: cartelloni pubblicitari dismessi saranno adottati e trasformati dagli artisti che risponderanno al bando del Comune e che confluiranno in un itinerario turistico, artistico e culturale. 


Del city brand “We are Napoli” e del lavoro per attrarre e mettere insieme energie e progetti che parlino di Napoli e producano introiti da destinare alla riqualificazione urbana della città, parlerà, nel suo numero di agosto, anche la rivista “Vogue Italia”. 
Una campagna pubblicitaria rivolta ai napoletani, ha concluso Antonella Di Pietro con riferimento alle perplessità del consigliere Arienzo, si spiega con il fatto che sono proprio i cittadini le prime persone da convincere che il marchio Napoli può essere credibile e attrarre investimenti per cambiare il volto della città. 


Soddisfatto Rosario Andreozzi (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra – Ecologista e Democratica), per il quale è interessante l’idea di utilizzare strumenti come i cartelloni dismessi per attrarre risorse che consentano di intervenire sulle strade abbandonate: tante possono essere le idee e gli strumenti da costruire, e i consiglieri della commissione sono pronti a dare il loro contributo. 
  
 

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