Marigliano - Mariglianella, Agrimonda: un disastro senza fine

Anita Capasso

MARIGLIANO, MARIGLIANELLA- Agrimonda resta l'immagine di uno dei più gravi disastri ambientali della Campania: una piccola Seveso. Centinaia di persone convivono da decenni a contatto con  la bomba ecologica. 

  La  consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e segretaria della Commissione regionale Ambiente, Maria Muscarà, non utilizza mezze misure, a conclusione di un sopralluogo nel sito che ospitava la ex fabbrica di fitofarmaci.

"A frenare la rimozione dei materiali pericolosi ancora presenti nel sottosuolo - diichiara il  presidente dell'associazione Medici per l'Ambiente Antonio Marfella, sarebbe il rifiuto opposto dalle altre regioni ad accoglierli nei loro siti per i gravissimi cancerogeni che sono stati certificati", spiega.

"Ad aggravare la situazione- prosegue Muscarà - il distacco del telo montato nei mesi scorsi per impermeabilizzare il terreno, con l'effetto di diffondere nell'aria una puzza che ancora oggi brucia la gola e costringe i residenti e vivere tappati in casa.

Continuerò a battermi perché la Regione Campania, con l'Arpac, riprenda il monitoraggio dei livelli di inquinamento e dei suoi effetti sulla salute degli abitanti. Bisogna individuare una soluzione al più presto e metterla in atto. Non possiamo consentire che mentre il medico, da ben 26 anni, studia la cura, il paziente sia già morto".

Intanto i cittadini attendono il risultato del tanto sbandierato screening eseguito a via Napoli, a Mariglianella. Esiste questo screening? Se esiste cosa si aspetta per rendere noti i risultati?

A chiederselo è Ciro Tufano del Comitato Ambiente e Territorio.

Foto di archivio

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